—Mi fraintendi,—interruppe Odoardo.—Tu giudichi un po' con le idee cittadinesche…. Non è che Cipriano sia di bassa estrazione per Maria…. Siamo di origine popolana anche noi, e fumi non se n'è mai avuti in casa. Cipriano ha intelligenza e istruzione quanto basta per mia sorella che, poveretta, non ha mai potuto coltivarsi come avrebbe voluto. In famiglia tutti i sacrifizi si son fatti per me; di lei si è detto che ce n'era d'avanzo quando avesse saputo essere una buona massaia. E vedi, se si fosse fatto tutto l'inverso, se si fosse pensato a lei invece che a me, si sarebbe seminato in un terreno molto più propizio…. Quello che voglio dire si è che Cipriano, forse buonissimo di fondo, ha certe intemperanze, certi impeti che non mi piacciono, e temo che quell'angiolo di mia sorella si pentirebbe amaramente di avergli dato retta…. Ma eccoci giunti…. Avrai fame….
Mancavano venti minuti al tocco, ch'era l'ora del desinare.—Salgo a cambiarmi,—disse Roberto, a cui pareva mill'anni di deporre quei vestiti non suoi e d'immergere la faccia in un catino d'acqua. Perciò egli fu piuttosto sconcertato quando vide che c'era qualcheduno in camera sua.
Era Maria, la quale, dopo aver, con l'aiuto di Caterina, rifatto il letto dell'ingegnere, stava in muta contemplazione davanti all' album di fotografie ch'egli aveva lasciato aperto sul tavolino alla pagina ove si trovava il ritratto di Lucilla.
Côlta alla sprovveduta, la giovinetta si voltò in sussulto, divenne rossa e balbettò:—Oh signor ingegnere…. Scusi…. l'album era aperto.
—Scusarla? E di che?
—Che bel ritratto!—soggiunse Maria.—E che bella ragazza!
—Le piace?
—Oh tanto!… È una sua parente?
Ma si pentì subito della sua domanda, e tornò a dire in fretta:—Oh scusi…. Sono un'indiscreta.
E si mosse per andarsene.