—Venga, venga,—disse la giovinetta, che indovinò il suo pensiero,—ha lavorato anche troppo. Son già le sei. Venga finch'è giorno a dare un'occhiata alla sua cassa. Ho fatto restar di là l'uomo che l'ha portata, e che si offerse d'aprirla davanti a lei.
—Allora eccomi qui,—esclamò Roberto. E il piacere che provava in quel momento gli colorava d'un vivo incarnato le guancie.
La cassa era nella camera dell'ingegnere, accanto al baule. Appena fu aperta, l'identica domanda venne sul labbro all'Arconti e a Maria:—Dove si metteranno tutti questi libri?
Quantunque fossero cento volumi al più, in Valduria non s'era mai visto una biblioteca simile; solo il brigadiere dei carabinieri possedeva una ventina di romanzi à sensation, la cui lettura manteneva in istato di umidità permanente gli occhi della maestra comunale. L'ingegnere Selmi si contentava di tre o quattro opere tecniche, e Maria, ch'era la letterata della famiglia, aveva di sua esclusiva proprietà i Promessi Sposi, il Marco Visconti, i Bozzetti militari del De Amicis, e il primo volume della Gerusalemme liberata. Il secondo mancava.
I libri del giovane Arconti erano tutti legati con gran cura e alcuni anche con lusso. C'erano perfino due o tre edizioni illustrate splendidamente. Ricordi d'altri tempi, ahimè, ormai tanto lontani. Roberto stesso riconosceva che que' libri, a Valduria, fuori del loro nido elegante, fuori della loro bella biblioteca di noce, facevano un effetto singolare. Eppure non sapeva pentirsi di averli portati seco. Se lo prendeva la nostalgia, se lo assaliva una subitanea e profonda tristezza, a chi avrebbe potuto ricorrere se non a quei fidi compagni del suo pensiero?
—Diavolo!—esclamò Maria, rispondendo alla domanda ch'ella stessa s'era rivolta un momento prima.—Il posto è presto trovato. Qui no, ma nella stanza attigua, dove, come le dissi jersera, passo parte della giornata a lavorare… Ma potrò fare anche a meno di starci, io…. La lascerò tutta per lei…
—A questo patto no…. Non accetto….
—Bene, bene… Ne riparleremo…. In quanto ai libri, sfido io, se non li mette là, dove vuol metterli? lasci fare a me, ordinerò al falegname gli scaffali… Oh, Bastiano fa le cose a modo….
Si rammentò che l'ingegnere veniva da una grande città, che aveva abitudini raffinate e non poteva esser di così facile contentatura com'era lei. Onde soggiunse un po' confusa:—Bisognerà, per altro che abbia una grande indulgenza… Poveri libri! Alloggiavano molto meglio una volta.
La giovinetta non seppe resistere alla tentazione di chinarsi sopra la cassa e di prendere in mano qualcheduno di quei volumi. Poi li riponeva con infinita delicatezza, e alzava gli occhi verso Roberto come a chiedergli scusa della libertà che s'era presa.