—La mia disgrazia la so ben io qual è—proruppe Cipriano abbandonandosi sulla sedia e prendendosi la testa fra le mani—la mia disgrazia è d'essere un povero minatore.

—Oh…. come s'ella fosse una contessa….

—No, ma è più di me, è sempre una signorina in confronto…. La mia disgrazia è d'essere un ignorante. E sì che qui dentro ci sarebbe qualche cosa….

E si picchiò la fronte con le nocche delle dita.

—Perchè non mandarmi a una buona scuola in qualche grande città?—egli continuò.—Perchè non farmi istruire?

—Oh Cipriano—disse Gertrude, colpita nel cuore da questo rimprovero—come si doveva fare? Siamo sempre stati povera gente…. Tuo padre era un semplice minatore ed è morto a trent'anni; io non avevo nulla di mio…. Si è sempre campato a fatica…. Cipriano, Cipriano, non essere ingiusto.

E la vecchia, così spesso acre e maligna nel giudicare gli altri, trovava nella sua voce una nota profondamente commossa.

Ma egli l'ascoltava appena.—E adesso la differenza tra noi due si fa maggiore, adesso che c'è l' altro, il cittadino, con la sua eleganza, con la sua facondia, co' suoi libri. Seppur ella non lo ama, seppur egli non si cura di lei, lo sento, costui è un nuovo ostacolo alla mia felicità…. Come se non ce ne fossero già abbastanza! Ma io perchè l'amo, questa fanciulla?… Quante, più belle di Maria, sarebbero orgogliose s'io rivolgessi loro uno sguardo, un sorriso!

—Oh sì,—esclamò Gertrude, enumerando con materna compiacenza una dozzina di ragazze, che, a sentirla, ambivano la mano del suo figliuolo. E ce n'erano di ricche, di quelle che avevano dei campi al sole, mentre Maria non possedeva un soldo di dote. Fisicamente poi valevano tutte assai meglio di questa creatura esile, dai capelli corti, dalla tinta sbiadita…. Però si capiva che nemmeno Gertrude era persuasa appieno di quanto diceva. Che le ragazze da lei nominate languissero per Cipriano, quest'era naturalissimo; ma esse erano, qual più qual meno, contadine zotiche e rozze, e Cipriano si sarebbe abbassato a curarsi di loro…. Maria invece, a malgrado della sua semplicità, pareva cresciuta in un altro ambiente; volere o non volere, si doveva riconoscere in lei un essere superiore, e perciò appunto Gertrude, ch'era ambiziosa, trovava ch'ella era la sola degna dell'affetto di suo figlio.

Ond'egli non fece che interpretare il pensiero di lei quando rispose:—Che mi importa di loro? Nè io le intendo, nè esse intendono me. Esse vivono contente del loro stato, contente del mondo in cui nacquero; io no…. Ma, le poche volte che io posso avvicinarmi a Maria, mi par di respirare un'altr'aria, l'aria fatta pei miei polmoni…. Ma ella non mi ama…. oh non mi ama!