Questa idea penetrò in mezzo al triste scompiglio della sua testa, e vi impose subitamente una risoluzione.
— Presto! Bisognava correre al villino, da sua moglie, entrare improvviso nella sua stanza, svegliarla con un bacio, dirgli un mondo di cose, sentirsi ancora ripetere da lei alcune di quelle parole che tante volte avevano rianimata in lui la fede e messo un refrigerio nelle sue viscere lacerate dall’arsenico dei sospetti!... Bisognava subito uscire da quella stanza maledetta ove la Gôrgone orrenda della gelosia lo aveva guardato per lunghe ore coi verdi occhi immobili! Ove l’aria pareva odorasse di recenti adulterii, ove tutte le cose gli gettavano addosso una infame suggestione di vergogne e di scherni!... Presto, presto! Bisognava subito partire....
E andò a bagnarsi il viso nell’acqua fredda e a ravviarsi i capelli.
Stava infilando una manica dell’abito, quando gli giunse dalla stanza vicina un lieve rumore di passi che si fermarono all’uscio. Dopo alcuni secondi, sentì anche picchiare dolcemente.... Pensò che fosse la portinaia col caffè, andò ad aprire.... e si trovò in faccia a sua moglie, che diede indietro senza far motto, diventando smorta.
Essa, un momento prima, aveva negli occhi e nella bocca il sorriso trepido della donna innamorata, che sa di giungere inaspettata e di apportare una sorpresa assai gradita...
CANTORES.
Io non penso, mia dolce amica, d’aver demeritata la vostra stima. E fosse pur vero tutto quello che voi siete andata fantasticando dopo la mia lettera di martedì, o credete voi proprio che anche in un desiderio a prima vista disumano, grottesco, bislacco e un pochino teratologico, non possa nascondersi un alto senso di poesia? E sopratutto un alto senso di verità?
Voglio che m’ascoltiate attentamente e pacatamente.... Ora io sento di potervi parlare con calma e voi non avete più a temere nè crudezza di linguaggio biblico, nè impeti di “lirismo forsennato„ come dite voi. Sono calmo, v’ho detto, e sopratutto non ho mai cessato d’essere uomo! Anzi ho in me il convincimento, — dopo tutto quello che è passato nell’animo mio nei giorni addietro — che un aspetto nuovo della umanità mi si è svelato e s’è in qualche modo aggiunto all’essere mio d’uomo. Perchè l’arte (abbiatelo per certo) non è sempre solo una imitazione della natura, ma qualche volta ne è la continuazione e il complemento.
Vedete dunque che io non ho niente da rimproverarmi e voi niente da sospettare sul conto mio....