Il Dio vero ed unico, creatore e conservatore di tutte le cose, è il Capo Supremo della repubblica ebraica, alla quale in segno di compiacenza e di predilezione egli affida la sua religione e il suo culto. Mosè e i suoi successori non erano che organi, luogotenenti e mediatori tra questo Dio-re ed il suo popolo. Nè l'instituzione della monarchia alterò questa disposizione, imperocchè l'elezione del primo re si fece per via della sorte, onde Dio stesso indicasse il nome di colui ch'egli voleva designare a suo luogotenente.

Si è per questa ragione che l'idolatria non era considerata empietà, ma atto di ribellione contro il legittimo sovrano e punita di estremo supplizio; che il tabernacolo non era considerato soltanto come un luogo comune di preghiera, ma quale abitazione del re. Il suolo era di assoluta proprietà del re; la tavola coi pani di proposizione era la tavola reale: pertanto i sacerdoti ed i leviti ministri e servi del re si cibavano di questo pane, riscuotevano le decime e le primizie delle produzioni del suolo, [pg 185] il riscatto dei primogeniti degli uomini, e il riscatto o i primi nati degli animali che erano devolute al proprietario.

Soddisfatto per tal modo al primo bisogno che sente un popolo di avere un Capo supremo a cui dirigersi in qualunque difficile emergenza, vediamo ora l'esplicazione del sistema di governo e pel quale i funzionanti che emanavano da questo centro quali raggi dal globo solare erano chiamati a provvedere alla conservazione e al benessere della nazione, alla esecuzione delle leggi e alla amministrazione della giustizia. Non possiamo però esimerci dal notare precedentemente colle parole dell'abate Guéné che «i pubblici impieghi non costituivano, fra gli ebrei, titoli di esazioni nè posti di stipendi e propine, poichè tutto si esercitava gratuitamente». A questa verità aggiungeremo noi che fu col suo proprio esempio che Mosè dimostrò agli ebrei come il potere debbasi usarsi al benessere del popolo e non rivolgersi a strumento di tirannia, nè a fonte di lucro: poichè egli resse per quarantanni il suo popolo colla stessa pazienza, collo stesso amore che non conosce sacrifizi con cui «un aio porta in seno il bambino affidato alle sue cure».

§ 1.—
Gli Anziani.

Presso gli Ebrei come presso tutti i popoli antichi gli Anziani zechenim94, esercitavano una grande autorità ed erano oggetto della massima venerazione: «Alzati innanzi ad un capo canuto, disse il Legislatore, e dimostra il più alto rispetto al volto d'un vecchio». Più tardi il vocabolo anziano non fu più che un semplice titolo di riverenza dato a coloro che per la loro nascita, per la fortuna, [pg 186] o per le doti intellettuali seppero porsi alla testa della loro città o della loro tribù.

Noi abbiamo già notato l'importanza degli anziani presso gli Ebrei in Egitto: noi li ritroviamo nel deserto al festino dato da Mosè a Ietro suo suocero quando gli ricondusse la moglie e i figli: noi li troviamo in tutte le epoche della storia nostra sempre circondati del più alto rispetto e di una autorità incontestabile.

Pare che gli anziani delle città formassero una specie di Consiglio municipale e talvolta anche un giurì per gli affari criminali; e gli anziani della nazione, che forse erano scelti tra i principali fra gli anziani delle diverse città del regno, formassero una specie di Consiglio di Stato, un tribunale supremo della nazione, un moderatore delle usurpazioni a cui poteva trascendere il potere supremo. Noi troviamo spesso questo Corpo in diretti rapporti col Capo dello Stato, al quale talvolta consiglia e tal'altra impone misure governative. Tanta era la loro autorità che Mosè al momento di una ribellione vi fece appello per sostenere la sua vacillante. Giosuè angosciato ed atterrito da una disfatta che se era d'un'importanza si può dire di nessun conto per se stessa, ne assumeva però un'altissima e suprema morale perchè scoraggiava Israele, nel mentre che lo spogliava al cospetto delle nazioni Cananee del prestigio della sua invincibilità per la protezione divina, si prostra innanzi all'Arca in mezzo agli anziani del popolo95. Sono gli anziani che domandano a Samuele [pg 187] di rassegnare il suo potere ed eleggere per loro un re, e sono anziani quelli che più tardi danno la sovranità a Davide, e che lo ristabiliscono sul trono dopo la sua fuga da Gerusalemme in seguito alla ribellione del figlio Assalonne.

Questi esempi basteranno a farci capaci dell'alta influenza che gli anziani dovevano avere sul popolo, e quale potente ausiliario o avversario temuto potevano essere in gravi momenti, pel potere esecutivo.

§ 2.—
I Capi delle tribù e delle famiglie.

Dopo gli anziani noi troviamo i dodici nessiím (principi) o Capi delle dodici tribù, che certo erano gli uomini più distinti delle loro rispettive tribù. La loro nomina era elettiva come quella dei capi delle famiglie detti ross-bethav, i quali erano sotto gli ordini dei primi, e tanto gli uni quanto gli altri erano incaricati della tutela degli interessi particolari delle famiglie e delle tribù da essi rappresentate.