L'angelo Michele scava la tomba, Gabriele stende un bianchissimo lino al capo, e Zagaele ai piedi, e l'angelo Michele sta immoto da un lato a Mosè, e l'angelo Gabriele immoto dall'altro lato.
E il Signore dice a Mosè: «chiudi le pupille,» e Mosè le chiudeva, «stringi le mani al cuore,» e Mosè stringeva al cuore la mano, «accosta i piedi» e Mosè accostava i piedi.
«Anima santa! fanciulla mia! diceva il Signore: da cento vent'anni tu animi questa creta intemerata. Ma è giunta l'ora, esci e vola in cielo».
E l'anima tutta dolorosa rispondeva: «Su questo corpo intemerato e puro io ho posto tutto il mio amore, e non ho il coraggio d'abbandonarlo».
«Fanciulla mia! esci. Io ti accoglierò negli altissimi cieli, sotto al mio trono immortale, coi Serafini e Cherubini».
E l'anima esitava.
Il Signore allora impresse un bacio sulla fronte a Mosè e con quel bacio l'anima volò in cielo.
E una nube di mestizia velava il cielo dove suonavano, queste parole: «Chi resta ora a combattere l'empietà e l'errore?»
[pg 213] E una voce rispondeva; «Egual profeta non sorse mai».
E la terra piangeva: «Ho perduto il santo». E Israele piangeva: «Abbiamo perduto il pastore». E gli angeli in coro cantavano: «Venga il santo, venga in pace all'amplesso divino».