Ma chi di noi, sovra il proprio cammino,
Non calpestò, rimpiangendolo, un fiore?…
Nascer pöeta è orribile destino!
Il cérebro talor soffoca il cuore!

Oh! guai nascer pöeta ove la Musa
Non trova il pane per nudrire i figli!
Ove ogni sciocco delle labbra abusa
Per esser largo solo di consigli!

Oh! guai nascer pöeta ove il sol splende
Ed infervora i cantici ispirati,
Ma dove l'uomo allori e culto rende
Soltanto ai pensatori trapassati!

Costui vivrà da pochi consolato,
Fra il bivio orrendo d'essere un buon padre,
O di spezzar la cetera indignato,
Per altre voluttà meno leggiadre!

Costui vivrà la famiglia cantando,
La famiglia idëal,—cui dritto avea—
E ch'egli dovè perder lagrimando….
Chè, coi versi, nudrir non la potea.

Noi, cui sorride l'italo orizzonte,
Siamo un popol di bimbi analfabeti!
Da qualche lustro appena alziam la fronte….
Siam troppo grami per pagar pöeti!

Non turbi adunque questo popol gramo
Il sepolcro d'un povero cantore….
Meditiam la sua vita e confessiamo
L'ignoranza d'un secolo e l'errore!

Emilio! Emilio!… Son le tue parole
Ch'io ripeto commosso… e (lo rammento)
Da te un giorno le udii che le vïole
Dicean l'april con profumato accento.

E tu piangevi per le tue sventure,
Antiveggendo questo estremo istante,
Senza sentirne le viete päure
E mentre il viso tuo parea raggiante!

Poi soggiungesti sorridendo: "Amico,
"Quando mi porteranno al cimitero
"Verrai tu pure, com'è l'uso antico,
"A far dei versi sul mio drappo nero;