L'Evo Medio si compendia
Nella chiesa e nel castello;
Dominavan le nazioni
Un guerriero o un fraticello;
Fra le mille devozioni,
(Sacerdote il trovatore)
Una sola era pregevole,
Beppe: quella dell'amore!
Nelle chiese c'era l'organo,
Avean trombe i cavalieri,
Ma la musica del popolo
Era quella dei trovieri
E le libere parole
Uscian fuor delle mandòle.
Oh!… I bei tempi!… Il nostro secolo
È una nenia e non un canto!
Noi siam lucciole sbiadite,
Essi il fuoco, essi l'incanto!
Oggi i bozzoli e la vite
Ci preoccupan l'idea
Più dei lauri e della gloria
D'una bellica epopea!
Oh!… I bei tempi!… Eppur s'io medito
Sulle stragi dei possenti;
S'io ricordo il Sant'Uffizio
Ed i roghi dei sapienti;
S'io rifletto alle baldanze
Di tiranniche ignoranze;
Benedico le vittorie
In onor dei Veri eterni,
E il prosaico vestimento
Dei filosofi moderni;
Benedico dei presenti
La volgar monotonia;
Nella scienza e nei negozii
Trovo ancor la poesia!
Penso, è ver, che in tutti i secoli
Si pareggian beni e mali;
Che gli umani desiderii
Han confini sempre eguali….
Ma davver sono contento
Di non viver nel trecento.
Agosto, 1876.
IL SECOLO DI PERICLE
(AL MAESTRO GIOVANNI RINALDI)
Sotto la ferrea—clava spartana
Isterilivasi,—schiava gemente,
La nata libera—volontà umana.
Delfo, silente,