Le fanciulle son angioli
Che pregan col candore;
Per esse il vecchio padre
È il loro primo amore!
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Ma pel povero padre—vennero i giorni mesti
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Il volto allegro e sano—della bella fanciulla
Si fe' pallido e magro
"Che hai?" Le chiese.
"Nulla!"
Ella rispose.
Il vecchio—divenne da quel giorno
Pensieroso. Le stava—ogni momento attorno;
Volea leggerle in cuore;—di notte non dormiva.
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Una notte, fra l'altre,—(era una notte estiva)
Egli balzò dal letto—e s'affacciò inquieto
Alla finestra,
Il lume—degli astri, mansüeto
Come un guardo materno,—sulla terra piovea:
Il corteggio dei colli,—da lungi, si perdea
Dietro il caro ideale—dell'azzurro dei cieli;
Lo stormir delle fronde—parea fruscio di veli;
Le campagne riarse—dai torridi sollioni
Beveano la rugiada;—le Talli aveano suoni
Indistinti, söavi;—il villaggio dormia
Sul guancial di granito—che e il monte gli fornia.
Ei guardò gli astri, i colli,—e l'azzurro orizzonte,
E le piante, ed i campi,—ed il villaggio, e il monte
Che gli sorgea daccanto…—Parea cercar la via
Su cui stornar la mente—da una triste malia…
Ma la cercava invano!—Ei pensava a sua figlia.
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