I fanciulli, che uscirono—sugli alpestri sentieri,
Tornarono di corsa—gridando: "I bersaglieri!
I bersaglieri!!!"
Allora—fu un batter d'impennate,
Un cigolar sui cardini—d'imposte spalancate,
Un vagolar di lumi—sulle negre baltresche,
Un vociar di padrone,—un chiamar di fantesche.
Si gridava: "Correte!…—Son qui!… Sono vicini!"
Le madri abbandonavano—le culle dei bambini;
E, fra l'essere donne—curiose o madri buone,
Prendeano il mezzo termine—d'affacciarsi al verone,
Tenendo sempre a bada—colla coda dell'occhio
Il letticciuolo, dove—miagolava il marmocchio.
* * * * *
La fanfara appressavasi.—Con un piglio insolente
Parean le note acute—sfidar l'ombra silente.
Le fanciulle, lasciando—divozioni e rosari,
Balzavan sulle soglie—dei bruni casolari;
Colle pupille in fiamme,—battendo mano a mano,
Saltellavan di gioia,—e guardavan lontano,
In fondo alla contrada.
—Gli squilli delle trombe,
Come fìtta gragnuola—che sui tetti precombe,
Echeggiàr nella via,—annunziando al villaggio
Che i bersaglieri entravano.
—Sotto il tenue raggio
D'una lampada santa,—fantastiche visioni,
Sfavillaron nell'ombra—le bocche degli ottoni.
* * * * *
I soldati marciavano—serrati; il suon dei passi
Cadenzato e monotono—rimbombava sui sassi;
I tinníti dell'armi—pareano strappi d'arpe;
Nelle pozze e nel fango—cadean le larghe scarpe
Insudiciando l'uose—strette sulle caviglie;
La pioggia scivolava—sulle negre mocciglie
E imperlava i cocuzzoli—dei cappelli alla scrocca.
I fanciulli, guardandoli,—aprian tanto di bocca;
Le ragazze esclamavano:—"Che bei giovani!"