Ed era
Bujo!!!

* * * * *

Dinanzi a tutti,—accanto alla bandiera,
Marciava un uffiziale—dal torace spazioso,
Dalle spalle quadrate.—Marciava silenzioso,
Colla fronte dimessa;—parea sopra pensieri.

Pensava egli al domani?—Pensava egli all'ieri?
Forse pensava a nulla!
—Con piglio indifferente
Egli passava in mezzo—allo stuol della gente
Ed automa ambulante—si guardava i ginocchi.

Giunto presso a una lampada—l'uffiziale alzò gli occhi
E si fermò.
Due stelle—gli brillavan davanti;
Due stelle nere, lucide,—che parevan diamanti.
Erano due pupille,—cui fea cornice un volto
Di giovinetta, pallido,—nella penombra avvolto.

Il soldato col guardo—esperto ed indovino
S'accorse che quel volto—era un volto divino;
Un volto sedicenne—di bellezza ideale!
Vide due labbra tumide—dal taglio sensüale,
Una fronte purissima,—un mento ovale e fine,
Dalla pelle cosparsa—di linee azzurrine,
E su due guance bianche—cader due brune anella.

Il soldato, baciandola,—disse: "Quanto sei bella!"

* * * * *

La fanciulla fu presa—da uno strano languore
E mormorò, abbracciandolo:—"Assistimi, o Signore!"
Indi trasse il soldato—sotto un andito oscuro;
Spinse una porticella—che s'apriva nel muro
E fe' cenno che entrasse.
—Ei la seguì…
La porta
Fu chiusa.

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