"E dir che, giovinetto,—io n'ho ammazzate tante
"Di queste bestioline!…
—Allora ero l'amante
"Di Rita, la più bella—forosetta che Iddio
"Ai campi regalasse!…—Almeno, a parer mio!
"Era bionda; abitava—qui presso, a poche miglia,
"In una casettina—tra i monti. La giunghiglia
"Ne baciava i mattoni—profumandola tutta.
"Una quercia, simíle—ad una vecchia brutta
"Che s'è presa d'amore—per un bel giovinetto,
"Abbracciar del tugurio—parea volesse il tetto;
"Un tetto di lavagna—nera, lucente, lina,
"Su cui ridean gli steli—d'una rosa canina.
"Mi parea che si amassero—quel tetto e quella rosa!
"Anzi il tetto, agli abbracci—di Madonna Ghiandosa
"Quasi per isfuggire—parea farsi più basso!
"Chi conosce i misteri—d'una pianta o d'un sasso?
"Noi ci viviamo in mezzo—cogliam le frutta e i fiori,
"Caviam fuoco dal sasso…—ed ecco tutto!"
VI.
Fuori,
Nell'aperta campagna,—il grillo allegramente
Trillò ancor. Mastro Spaghi—sospirò nuovamente.
* * * * *
"Poveri grilli! Povere—bestiole liete! Quante
"N'ho ammazzate!… Di Rita—ero allora l'amante!
"La notte, quando tutti—dormivano, soletto
"Io m'aggiravo intorno—alla quercia ed al tetto,
"Spiando la finestra—dove Rita dormiva.
"Talora ella l'apriva,—ma quando non l'apriva
"Che fare in mezzo ai monti—aspettandola?—Un poco
"Sedea sull'erba e il guardo—alzavo al cielo. Il fioco
"Lume degli astri piovere—sentia nelle pupille!
"Oh! Quanti dolci fascini—han le notti tranquille!
"Poi dagli steli, madidi—di rugiada, sul volto
"Mi balzava un insetto.—Io ghermivo lo stolto…
"Era un grillo; io grattavo—il suo ventre, per fare
"Che il povero piccino—avesse a strimpellare
"Qualche rullo di note—che svegliassero Rita…
"Ma la bestiola in mano—mi moriva sfinita!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
"Oh!… Sta a veder ch'io piango—perchè ho ucciso dei grilli!
"Per Dio! Strozzai tanti uomini—ed ho i sonni tranquilli!"
VII.
La lampada schizzava—bagliori incerti e vaghi
Sovra il meditabondo—cranio di mastro Spaghi,
Il lacciuol, colle mani—inerti, sui ginocchi
Del boia era caduto.—
Ei tenea fisi gli occhi
Sul laccio e sulle mani…
—Ma il suo pensier dovea
Essere ben lontano.