"Alla forca!… Alla forca!"—gli gridavano in coro.
"Egli batteva i denti,—era tutto tremante;
"E, non potendo piangere,—contorceva il sembiante.
"Allora l'uomo pallido,—che mi stava vicino,
"Mi toccò sulla spalla,—e additando il meschino,
"Miagulò:—
"Il Serenissimo—Luca ti manda a dire
"Se ti piace di vivere,—o ti piace morire.
"Il carnefice è vecchio.—Se ti garba il mestiere
"Comincia a strozzar questo.—Verrà il Duca a vedere.
"Se il mestier non ti garba,—oppur non ci sei nato,
"Invece d'appiccare—sarai tu l'appiccato.
"Il Duca è giusto e buono;—a tanta sua clemenza
"Mostrerai collo zelo—la tua riconoscenza.
"Rispondi? Che vuoi essere:—Od appiccato, o boia?
"—Il secondo! Il secondo!"—Io risposi con gioia!
IX.
Egli stringea le labbra—e aveva chiuso gli occhi,
Chè il duolo ama le tenebre.
Le mani sui ginocchi
Tremavano, ed il mento—sul petto si appoggiava.
* * * * *
"Me due volte vigliacco!"—mastro Spaghi pensava.
"Potevo una sol volta.—esserlo!… Avrei dovuto
"Tenermi la mia sposa—e scordar l'accaduto!
"L'oltraggio era comune—a mille! Sarei stato
"Felice! Forse un figlio—Iddio m'avrebbe dato
"O una figliola, bella—come sua madre!
Oh! Rita.,.
"Dove sei?
Mi narrarono—che te ne sei fuggita
"In paese lontano,—quando ti venne detto
"Ch'io facevo il carnefice,—e che m'hai maledetto!
"Un pastore stamane—m'asseriva che al seno,
"Partendo, ella teneva—sospeso il frutto osceno
"Di quella notte orrenda…—una bimba dormente!
"Da allora in poi nessuno—la rivide…
Clemente
"Iddio, se rivedere—un dì potessi almeno
"Questa bimba, che Rita—tenea sospesa al seno!"
X.
E alzò gli occhi.
Miracolo!—Dinanzi a mastro Spaghi
Una forma di donna,—ai raggi fiochi e vaghi
Della lampada, spicca,—sul buio della stanza.