—"Un dì venne a trovarmi—un bruno giovinetto,
"Bello; parlava sempre—con dolcezza ed affetto…
"Nicasio insomma! Tu—sai bene di chi parlo!
"Del condannato….
"Ah!… Diamine!—Ch'egli abbia nome Carlo
"O Nicasio," interruppe—mastro Spaghi, "giammai.
"A color ch'ho appiccato—il nome domandai!
"Che mi preme del nome—che porta un condannato!"

* * * * *

—"Anch'io feci lo stesso—con color che ho baciato!…..
"Ma a Nicasio l'ho chiesto!—Mai non seppi spiegarmi:
Il perchè glielo chiesi!—Ei diceva d'amarmi…
Mi piaceva. Era bello!
—Ma poi ne fui noiata….
"Era povero!…
Eppure—egli non m'ha insultata
"Quando gliel dissi!
Pianse;—mi baciò il volto e il seno,
"Quasi per ridestarvi—l'amore, e disse: Almeno
"Non odiarmi!…"
Venia—ogni giorno, recando
"Cibi e fiaschi di vino.
—Io ridevo trincando;
"Ed ei parea tornare—dalla morte alla vita
"Vedendomi gioconda.
—Un dì esclamai: "Squisita
"Dev'essere una lepre—col vin di Mercatello!"

Ei rispose: "Domani—porterò questo e quello."

"Baje!…" dissi ridendo,—"Tu una lepre?… Non sai "Che soltanto d'Urbania—col Signor ne mangiai? "Tu portarmi una lepre?—Tu pezzente e meschino?

—L'indomani egli venne—colla lepre e col vino!..

"Ah!… Io sono un'infame!—Egli aveva rubato!…
"Gli intendenti del Duca—l'han preso e condannato!"

XI.

Ella si coprì il viso—con entrambe le mani.

* * * * *