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Signore e Signori,

Io non so se debba ringraziare più il Circolo universitario il quale mi volle onorare dell'incarico di commemorare Giuseppe Garibaldi, o questo eletto uditorio che non mi attendevo.

Io credeva che sarei venuto a fare una conferenza ai giovani dell'Università; trovo invece tutto un popolo innanzi a me.

La conferenza per la sua modestia, parrebbe inferiore ad un discorso che converrebbe tenere innanzi a voi. [pg!23]

Il popolo di Bologna per me è stato uno dei più simpatici dell'Italia.

Non dimenticherò, signori, quello che fu fatto da questa eroica città nei momenti terribili in cui il governo del prete, baldanzoso delle baionette austriache, insolentiva su voi, e come voi più di una volta tentaste di rompere le catene che vi tenevano nella schiavitù.

Non dimenticherò che in questa città sorse il primo Ateneo scientifico del mondo, che qui fu la sede del diritto, e che innanzi ai vostri giureconsulti si inchinavano reverenti gli imperatori di Germania, quando anche erano padroni del paese nostro.

Comprenderete dunque con quale animo io debba parlare, e come sia titubante al pensiero se potrò riuscire a soddisfare le vostre legittime esigenze.

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