Ed ecco l'origine del racconto arcivero ed arcimontenegrino che ho l'onore di sottomettere alla cortese attenzione dei lettori.

II.
La camicia insanguinata.

Il Vladica non era punto socialista.

C'era però un'eredità che avrebbe volentieri abolita fra la sua gente. Vo' dire l'eredità del sangue. Mi spiego. Presso alcune tribù slave, ed anche in qualche isola italiana, come la Corsica e la Sardegna, l'antica legge del taglione si considera tuttavia come giusta. Mano per mano, piede per piede, testa per testa. È la giustizia del popolo ebreo. Se non che Mosè sottopose la costumanza a certe regole, e in ogni modo c'era un tribunale, un'assemblea, un sinedrio più o men numeroso che l'applicava.

Presso i Morlacchi, gli Albanesi e altre tribù semibarbare si fa poco conto di questa formalità. Supposto che vi sia tagliata la testa, tocca al vostro fratello, a vostro figlio, a un vostro parente qualunque, l'obbligo di vendicarvi applicando la legge del taglione, e pigliandosi, quando glie ne venga il destro, il capo del vostro avversario. Così si risparmia la spesa del processo e la custodia del prigioniero.

Capirete che il Vladica dopo aver percorsa l'Europa civilizzata non poteva più tollerare questo stato di cose. Egli si adoperò dunque a tutt'uomo per sopprimere una giustizia sì spicciativa, e porre un po' di norma ne' giudizj e nelle pene. Non so quanto vi sia riuscito; poichè certi pregiudizj e certe tradizioni secolari sono difficili a sradicare, non solamente sulla montagna nera, ma nelle pianure più fertili e più fiorenti del mondo.

Che ne sappiamo noi, popoli civili e morali, dell'effetto che può produrre sugli animi la vista di una camicia insanguinata, sospesa come una reliquia nella nostra sala, nella nostra camera, nel luogo più intimo della casa? Quella camicia tinta del sangue di nostro padre, di un nostro fratello, di un figlio, esposta dì e notte dinanzi a' nostri occhi, come avviene fra quelle tribù primitive, avrebbe la virtù di scuotere e d'irritare le indoli più miti e i caratteri più temperati del nostro secolo e del nostro paese medesimo.

Il Vladica volse dunque il pensiero a raccogliere quei sanguinosi trofei, e ne fece un auto-da-fé, più cristiano e più meritorio degli altri. Fu un colpo di Stato, al quale si può accordare una pienissima approvazione.

Non vo' dire con questo che l'atto del Vladica fosse approvato da tutti. Si gridò, come sempre, alla novità, al sacrilegio, alla violazione dei diritti acquisiti e dei costumi degli avi. Tolta la camicia, non fu tolta la cosa. Il giuramento fu osservato e posto ad esecuzione come per lo innanzi: ma il primo passo era fatto, e la superstizione avea perduto il suo idolo.

In una capanna posta sull'estrema frontiera del Montenegro, non lungi da Cattaro, le guardie incaricate di raccogliere le camicie insanguinate, ebbero molto da fare prima di strapparne una dalle mani di due povere donne. Esse la riguardavano come una santa reliquia, come un talismano prezioso.