— È di mio marito — diceva la vecchia.
— È di mio padre — soggiungeva la più giovane singhiozzando.
— Me l'hanno ucciso al di là della frontiera, e gli hanno tagliata la testa.
— È la nostra sola eredità, e guai a quello che la toccherà, prima che l'omicidio sia vendicato, e il colpevole abbia pagato colla sua testa quella del padre mio. —
Era una scena tragica. I due militi esitavano dinanzi al dolore di quelle due sventurate, prive d'ogni sostegno, e inasprite dalla miseria.
— Voi non potreste vendicare il vostr'uomo, — dicevano. — Lasciate questa cura alla giustizia. Ci sono giudici e tribunali al di là del confine. Il Vladica si farà sentire, e il reo pagherà le pene del suo delitto.
— No: — gridava la vedova. — Non è già al di là dal confine ch'ei deve pagarmi la testa di mio marito. Qui, qui, ci faremo giustizia noi stesse.
— Come? Voi non avete parenti, voi siete due povere donne!
— Non mancheremo per questo d'un vendicatore — soggiunse la vecchia implacabile. — Io non darò la mano della mia Yella se non a quello che mi porterà il capo di Stenovich.
— Io non ho fratelli di sangue, — disse la giovane — ma ho un fratel d'amore che compirà tal dovere. Ei me l'ha promesso. Portate pur via la camicia, non per questo mio padre resterà senza vendetta. —