La vecchia Montenegrina non ne sapeva ancor nulla. Era una donna dei vecchi tempi: carattere duro ed austero, inasprito viepiù dalla solitudine e dai disastri. Amava l'unica sua figlia, come l'orso della montagna il suo parto: ma l'avrebbe piuttosto veduta morire, che macchiarsi di un fallo.
Yella, dal canto suo, avrebbe anch'essa anteposta la morte ad una rivelazione che pure diveniva ogni dì più irreparabile e più vicina. Intanto ella conservava il suo berretto virginale, preferendo mentire a se stessa ed al mondo, anzichè portare l'ultimo colpo alla sua povera madre. Così passavano i giorni senza prendere un partito, senza cercare un rimedio, senza rendersi conto dell'indomani. Vlado poteva e doveva riparare il suo fallo: ma debole e irresoluto temporeggiava egli ancora, e aspettava l'acqua alla gola, senza fare un passo per prevenire il pericolo.
Povera Yella! Ella aveva scelto assai male il suo fratello d'anima e il compagno de' giorni suoi. Aveva sperato un protettore, e non avea trovato che un uomo da nulla, incapace di sacrificio.
Il Vladica lo designò nella sua lingua con una parola più energica che non sapremmo tradurre.
Intanto, una nuova umiliazione pendeva sul capo di Yella. Le sue compagne, più di lei vereconde e guardinghe, soffrivano a malincuore ch'ella osasse comparire alla chiesa col distintivo delle fanciulle. Vige ancora nel Montenegro, e presso le tribù slave circonvicine una tradizione antichissima, secondo la quale le vergini di una parrocchia s'arrogano il diritto di strappare il berretto rosso dalla fronte di quella che avesse notoriamente mancato alle leggi della verecondia. Una specie di tribunale si aduna in secreto, e proferisce la sua sentenza. Fatto ciò, le giovani più virtuose del paese aspettano sulla porta della chiesa la povera vittima, e quivi la spogliano a forza dell'ornamento virginale che più non merita. Questa terribile cerimonia era già quasi dimenticata in quei luoghi. Yella non vi aveva posto pensiero, e forse non ne aveva contezza. Ma le disgrazie non vengono mai sole, e la poverina, già abbastanza punita del fallo, era destinata a vederselo rinfacciare pubblicamente in un modo sì atroce.
Era la domenica delle Palme. La chiesa era gremita di gente. Yella non avea potuto trovare un pretesto per non venirci. Ella ci venne infatti col suo berretto rosso in compagnia della madre, e si pose in un angolo della chiesa, quasi avesse un presentimento della prova che l'attendeva. Ella pregava e piangeva in silenzio, colla faccia nascosta fra le palme, umiliata dinanzi a Dio e dinanzi al mondo più implacabile ancora per certe colpe pur degne più di pietà che di pena.
— Il Salvatore non era lì — disse il Vladica — per dire a quelle disgraziate: Chi di voi non è senza colpa, non getti la pietra alla sorella caduta! — Esse uscirono dalla chiesa, e si adunarono sulla porta in aspettazione della povera Yella. Questa uscì l'ultima cogli occhi bassi e col rosario tra le mani. Fu arrestata, fu presa per le braccia, mentre la più brutta e robusta del crocchio le tolse il berretto dal capo, e gittatolo a terra, lo calpestò con feroce dispetto.
Yella si sentì mancare, e per la prima volta della sua vita cadde priva di sensi. La povera madre impallidì per la collera, volle gittarsi sulla esecutrice della fiera sentenza: ma la trista verità brillò come un lampo sinistro dinanzi alla sua mente, e le tolse il coraggio e le forze. Le spietate fanciulle non perdonarono all'infelice madre i rimbrotti e gli oltraggi. — Voi avreste dovuto averne più cura — le dissero. — Riconducetela a casa: ella ha avuto il trattamento che meritava. —
Yella aprì gli occhi e li volse lentamente d'intorno. Ella cercava alcuno nella folla, ma invano. Vlado non era presente. Forse, se fosse stato testimonio dell'orribile punizione, o l'avrebbe impedita, o si sarebbe presentato come sposo della tradita. — Sarebbe stato il suo dovere — soggiunse il Vladica — e mal per lui so non l'avesse compiuto. Vi hanno vigliaccherie che non si commettono impunemente nelle nostre montagne. Yella avrebbe trovato un vendicatore nel tempo stesso che avea subìta la sua condanna. Ma Vlado non era lì, e la poverina non osò nominarlo! —