— Noi pure abbiamo una frontiera ad ogni piè sospinto — diceva il Vladica. — Qui la Turchia, là la Servia, costì l'Austria. Una volta c'era San Marco, antico nostro alleato. Abbiamo avuto molti secoli di gloria al tempo de' Veneziani. Il Turco non osava imbizzarrire, perchè sapeva che toccare il Montenegro, era tirarsi addosso le galere della repubblica. I Dalmati erano allora nostri fratelli, correvano gli stessi rischi ed avevano gli stessi privilegi con noi.
Ora le cose sono alquanto mutate. I Dalmati sono ancora fratelli nostri, ma non obbediscono alle stesse leggi e alla stessa politica. Noi siamo ancora fratelli, ma c'è un cordone di doganieri che ci divide e ci rende stranieri gli uni agli altri. —
Ricordino i lettori che queste cose si dicevano un tempo fa, che non prendessero il mio racconto per una pagina di storia contemporanea. Del resto, se le cose restano ancora qua e là nello stato medesimo, non è mia colpa.
La famiglia che doveva ragione a Yella del sangue versato, viveva al di là del confine: al di là di quel cordone doganale che dava tanta noja al buon Vladica. Era una famiglia ricca e potente per quei paesi. Il capo di casa, autore dell'omicidio, se ne viveva tranquillo, e si faceva beffe della camicia insanguinata che era stata strappata dal corpo della sua vittima, come pegno ed arra di una prossima rappresaglia. Egli era riuscito ad assopire l'affare, e non aveva avuto molestie col proprio governo. Quanto a' parenti dell'ucciso, non se ne dava pensiero. Egli non pensava a superare il confine, e nel caso che alcuno di essi l'avesse a passare, aveva preso le opportune intelligenze co' doganieri, amici suoi, per averne a tempo l'avviso. D'altronde, le due donne erano sole, e senza parenti assai prossimi che avessero interesse a sposare i loro rancori, almeno finchè la fanciulla non andasse a marito.
Noi sappiamo ora a che ne fosse il matrimonio di Yella. Vlado l'avea promesso, l'avea giurato; ma come aveva tradito il suo giuramento di pobratimo, poteva tradire anche l'altro da cui dipendeva oggimai l'onore e la vita della sua fidanzata.
Quando egli venne a vederla, dopo lo scandalo del berretto rosso, ebbe luogo una scena straziante più facile a immaginare che a descrivere. Yella era ancora ammalata, onde il giovinastro fu accolto dalla madre che l'attendeva in un'attitudine piena di rimprovero e di minaccia. Ella gli narrò ciò ch'era seguìto, e prima ancora di rinfacciargli la sua mala fede, gli domandò dov'egli era quel giorno, e perchè, dopo aver esposta la sua sorella d'anima a tanta vergogna, non si fosse trovato sul luogo per prenderne le difese. Egli solo poteva prenderla fra le braccia, rialzarla da terra, e dichiarare innanzi al popolo ch'essa era la sua fidanzata e la sua sposa.
Vlado ascoltò queste parole in cupo silenzio. Egli ignorava l'accaduto, e l'aspetto di quella povera madre di cui aveva tradita la confidenza, non poteva non destare nell'animo suo, per freddo che fosse, un senso di pietà e di rimorso.
Egli tacque, perchè non poteva rispondere alla domanda che gli era fatta, se non rivelando un'altra viltà. Egli era stato al di là della frontiera, presso alla famiglia dell'uccisore, non per compiere un atto di giustizia, ma per ordirvi una nuova infamia.
Eravi in quella casa un'altra fanciulla, una bionda avvenente ed accorta, che avea saputo attirare nella sua rete il fidanzato di Yella, e farselo amante. Mariska ignorava il delitto di suo padre e i disegni di vendetta che Vlado poteva aver concepito. Ma il padre di lei ne aveva sospetto, e prima di respingere la forza colla forza, s'era provato a scongiurare il pericolo per altra via. Egli accolse il giovane montenegrino con affettata benevolenza, e lo fece sedere alla propria mensa. Era il modo più ovvio di conciliarsi l'animo suo, e di fargli cadere l'armi di mano. — Noi non ammazziamo mai — diceva il Vladica — un uomo che ha diviso il pane ed il sale con noi. —
Vlado si lasciò accalappiare assai facilmente, siccome quegli che non aveva una grande disposizione per le imprese arrischiate, e preferiva amoreggiare colla figliuola, anzichè attentare alla vita del padre.