La rossa Marsigli era dunque divenuta assai celebre per questa e per le terre vicine, tanto che la fama ne giunse all'esercito dei Turchi, accampato nelle Maremme.
A Siena non fu mai penuria di uomini vani e maliziosi, che postergano la dignità della patria ai loro particolari interessi e all'avidità di guadagno. La giovanetta Marsigli fu persuasa da cotestoro a girne a diporto una sera per questa via. La bella giovane vi andò, senza pensare al pericolo che le soprastava: quando giunta che fu a questo luogo, fu circondata da alcuni uomini mascherati, ch'ella prese per diavoli, e fu rapita e data in mano ai Saracini. Quando i capitani dell'esercito turco videro tanta bellezza, vennero alle mani fra loro per disputarsela, e molti di essi restarono vittime de' loro malnati desiderii. La giovanetta assisteva più morta che viva a quelle contese, e pregava la Vergine di Siena che la volesse salvare dalle loro mani e restituire alla sua famiglia.
Ma il Signore la serbava ad altri destini. Un vecchio turco, credo fosse un sacerdote del falso profeta Maometto, sentenziò che una così divina bellezza doveva esser riserbata al serraglio dell'imperatore di Costantinopoli, che si chiamava Solimano II. Tale essere la volontà del profeta, e nessuno osasse torcer un capello a quella donzella.
Benchè ella non comprendesse il linguaggio del vecchio musulmano, pure vedendo che i suoi rapitori si ritiravano riverenti alle parole di lui, si sentì rincorare da una voce interiore, e come da un secreto presentimento di ciò che il Signore le riserbava negl'imperscrutabili suoi disegni.
Ella fu condotta sana e salva a Costantinopoli, e presentata al Sultano, che s'invaghì subitamente di lei, e le fece aprire il più splendido appartamento del suo serraglio.
È fama che l'imperatore Solimano II, benchè infedele, fosse dotato d'animo gentile e di costumi assai temperanti. La bella senese non tardò molto a cattivarsi l'animo di quel principe, sia colla bellezza straordinaria del volto e della persona, sia colle grazie dell'ingegno e della loquela. Ella gli parlava sovente della sua patria e delle splendide chiese ond'era superba; e un giorno che il Sultano si mostrava più del solito benigno verso di lei, e la eccitava a domandare qualunque dono o favore le talentasse, la sagace fanciulla lo prese in parola, e lo indusse a far costruire una chiesa cristiana, sul modello della cattedrale di Siena. In quella chiesa soltanto essa consentirebbe a dargli la mano di sposa, poichè le sarebbe sembrato di essere in patria e di legarsi in matrimonio con alcun principe della sua fede.
Il Sultano, o fosse benignità dell'animo suo, o il grande amore che portava alla giovanetta, o fosse tocco da un impulso secreto della grazia santificante, condiscese alla domanda della sagace donzella, e fece costruire in mezzo a Costantinopoli un magnifico tempio dedicato alla Madre del gran profeta de' Cristiani.
Ivi il Sultano consentì a legarsi in matrimonio colla fulva senese, non secondo il facile rito de' Turchi, ma secondo il rito della santa Chiesa cattolica, promettendo di rispettare la fede della sua legittima sposa, e proteggere i Cristiani che volessero adorare il Signore in quel tempio secondo il loro culto e le consuetudini de' maggiori.
Questa fu la prima Sultana di Costantinopoli che fosse e rimanesse cristiana, e se altre fossero state virtuose e prudenti al pari di lei, forse a quest'ora in cui siamo, molte contaminazioni e molte stragi sarebbero state risparmiate, e la principale moschea di Bisanzio sarebbe ancora la chiesa di Santa Sofia.
Qui finisce la storia della nobile donzella senese, conosciuta sotto il nome della rossa Marsigli, e questo valga a mostrare al mondo quanta sia la virtù e la prudenza di che sono capaci le donne di Siena, quando sono ispirate alla grazia divina....