Amalia era una bella e graziosa fanciulla; piuttosto grandetta della persona, nobile e dignitosa nel portamento. Dopo la sciagurata contesa che le aveva per la prima volta fatto sentire che cos'è dolore, il bell'incarnato delle sue guancie se n'era ito, e un pallore trasparente come di cera, le dava l'aspetto d'una clorotica. I suoi belli e lunghi capelli neri avevano cessato d'essere disposti colla cura di prima, e arrovesciati e annodati dietro la nuca in due grosse treccie annunciavano la negligenza d'una donna che ha rinunciato alla naturale civetteria della gioventù e dell'amore.
Ma quella mattina il padre la vedeva alquanto mutata: il moto delle scale, l'apprestamento del cioccolatte, e più ancora l'interna agitazione per l'arringa che preparavasi a fare, le avevano suffuso il volto di un lieve rossore come suol avvenire ai convalescenti. — I capelli avevano presa la prima foggia, e lasciati per la maggior parte all'indietro, sicchè il contorno della bellissima fronte apparisse netto e regolare; due ciocche le scendevano dalle tempie, e girando in due morbide spire le ricadevano lungo il collo e sul petto. Tale era l'acconciatura ch'era solita usare per il passato, e forse senza pensarlo, l'avea ripresa quel giorno per richiamare alla mente del padre le antiche reminiscenze, e risvegliargliene il desiderio.
Il padre la guardava in silenzio, e pensò difatti che ciò non doveva essere avvenuto senza un perchè. Egli conosceva sua figlia, e sapeva che niente faceva a caso; ma la prossima festa gli parve una ragione sufficiente di quel cambiamento, e poi ripetè a se medesimo il proverbio de' vecchi: — lascia fare al tempo: la mia figliuola avrà fatto senno, e avrà pensato a piacere a qualcun altro. — Ma l'Amalia pensava invece al suo Adolfo, e non ad altro uomo, e non sapeva come intavolarne il discorso col burbero padre. Fortunatamente egli fu il primo a parlare.
— Tu mi se' ringiovanita, figliuola mia. Così va bene! Tu cominci a conoscere che nè l'amore nè il dolore hanno ad essere eterni.
— Ah, padre mio, voi dite il vero! il dolore non può essere eterno: a lungo andare egli ne ucciderebbe; ed io confido molto nel vostro buon cuore che me ne vorrà abbreviare la durata.
— Che vuoi tu dire, figlia mia? — riprese il vecchio cominciando già a sospettare l'intenzione della fanciulla.
— Mio caro babbo, — diss'ella con tuono di voce timido e carezzevole: — non è vero che voi amate molto la vostra Amalia?
— Sì certo, e credo avertelo provato abbastanza.
— Babbo mio, io spero che vorrete darmene un'altra prova più grande e più significante di tutte.
— Sarebbe a dire?...