— Ebbene! sì! So che non son degno di voi, e per questo ho pensato di lasciarvi in libertà e di dar la mano ad un'altra. Andate via ve ne prego. Può essere ch'ella capiti qui, e capite bene.... siamo in un paese piccolo. Io non ho bisogno di scandali. Andate colle buone....

— E s'io non me ne vo' colle buone?...

— Ci anderete per forza. Orsù...

— Guarda qual conto io fo delle tue parole! Così dicendo s'adagiò sopra uno dei seggioloni che occupavano il mezzo della bottega. — Ella verrà qui, tu dici? Tanto meglio! Io voglio vederla in viso questa perla, questa rivale che tu mi dài. Sedete, madre mia, sedete anche voi. Sarete stanca, povera mamma, approfittate dell'ospitalità di vostro genero. —

Federico fremeva di rabbia. Non potendo sostenere l'aspetto di Marta, tornò ad inveire contro la vecchia, facendosi verso la porta, sia per evadere, sia per chiamare man forte. Ma la vecchia robusta lo afferrò per un braccio e lo scagliò nuovamente verso il fondo della bottega. In quel momento una donna di circa trent'anni, s'affacciò alla porta. Era Giustina. Il sagrestano l'aveva avvertita di due parenti di Federico venute espressamente per visitarlo, onde s'affrettò a farsi riconoscere per la futura sposa di lui. Un suo cugino e futuro compare dell'anello l'accompagnava. Visto il parapiglia, s'arrestarono un poco, poi tra per curiosità, tra per difendere il barbiere che pareva avesse la peggio, entrarono e chiesero la ragione della contesa.

— La ragione? — gridò la vecchia inferocita dalla violenza dell'atto: — la ragione? —

— Non le credete nulla! ella è una pazza, una ubriaca, — sclamò Federico riavuto dal suo sbalordimento.

— A chi dici tu pazza? — gridò Marta rizzandosi in piedi. — Rispetta mia madre, Federico, rispetta mia madre, che potrebbe farti cacciare in prigione con una sola parola. — Poi volgendosi alla Giustina; — ah! — disse con un sorriso pieno d'ironia, voi sarete la sua sposa?... io vi faccio sapere, buona donna, che costui non può prender impegni con altri. Egli è mio marito.

— Giustina, non prestate fede alle loro parole. Andate via di qua, pregate qualcheduno che venga a liberarci da queste pazze.

— Se vai via di qua, sarà meglio per te — disse Marta alla sua sbigottita rivale. — Va via di qua, e non tornarci mai più, proverai che cosa può fare una pazza! — Così dicendo mosse due passi verso di lei con piglio minaccioso, e risoluta di venire alle vie di fatto. Giustina non se lo fece dire due volte, e se ne andò strascinando con sè il suo compagno. Federico rimase nuovamente solo colle due prime venute. Tanta era la violenza della passione in tutti e tre, che una lunga pausa successe a questa scena bizzarra e terribile.