Il mare che varia in cento guise la costa occidentale dell'Istria, ora lambendone le sponde selvose, ora addentrandosi con seni profondi: qui largo e diffuso, là frastagliato da isolette e da scogli verdi d'ulivi e di mirti, a poche miglia dalla rada di Trieste circonda Capo d'Istria come di due braccia amorose, e ne farebbe un'isola se la mano degli uomini non l'avesse qua e là congiunta alla terra. Quel braccio che la limita a mezzodì è tagliato da un sentiero che conduce all'oratorio della Madonna di Semitella, forse diminutivo del nome latino semita.

La terza domenica dopo Pasqua ha luogo la solennità di quella chiesetta; e quando la stagione il permette, gl'Istriani delle terre vicine vi concorrono in folla, e non pochi cittadini della stessa Trieste vi prendono parte. Alcuni anni sono, il vapore gettava l'àncora alle nove del mattino in mezzo alla rada, e scaricava nella lieta città oltre a cento allegri pellegrini che andavano al Santuario a sciogliere un voto, preparandosi intanto divotamente chi in qualche casa ospitale, chi nelle affaccendate osterie.

Fra questi una brigatella d'amici, della quale io facevo parte, appena il calor del meriggio ebbe dato luogo alla fresca temperatura del vespro, s'incamminava per quella viuzza al luogo della Sagra, frequente ancora dei mandriani e dei villici dei contorni, mezzo brilli di vino, di amore e di danza. Sopra il dolce ed erboso declivio della collina, distinti alquanto, ma non separati, dalla folla baccante si spiegò la tovaglia, e si celebrò la festa a mo' del paese, facendo onore alle abbondanti provvigioni che avevamo recate con noi. Bello il vedere da quella eminenza la rosea mandriana contornata il viso dal candido e ricamato mesero ascoltare con cedente riserbo le proteste dell'innamorato Paulano. Così chiamansi colà i terrazzani, stirpe tra italiana ed illirica, che veste ancora le brache larghe, sciolte al ginocchio, e il fulvo berretto di pel di lupo, parte integrante dell'abbigliamento nazionale, quando non cuoprono il capo coll'immenso cappello di feltro, che è la divisa solenne.

Terminato il pasto rituale, frenato dall'imbrunir della notte il divagamento degli occhi, i motti e i discorsi piacevoli cominciarono ad intrecciarsi con vena inesauribile. Si parlò di tutti e di tutto, non omettendo i baffi e la barba, che cominciava allora a ricrescere sul mento dei giovani aspiranti alla gloria di gagliardi e di liberali. — Il più erudito fra noi, benchè per la dignità del carattere non avesse ancora lasciato crescere il folto onore del mento, cominciò a tessere la cronologia delle barbe, e riscontrò una coincidenza curiosa tra le barbe lunghe e il culto alla musa di Dante. — Quando gli uomini, ei disse — ebbero il mento vestito di barba, amarono sempre e coltivarono la Divina Commedia. All'epoca invece dei menti rasi e della cipria, voi sapete che Dante era tenuto per barbaro, e appena si chiamava poeta. —

Questa peregrina erudizione fece un po' sorridere le nostre donne, le quali non furono mal paghe di poter giustificare coll'esempio di Dante le loro simpatie per la barba. Peccato che Dante non la portasse lunga quanto Pietro Bembo e Leonardo da Vinci! Tutto considerato, le nostre gioviali compagne non avevano torto a prediligere quell'ornamento virile. Non può negarsi che la barba lunga non doni alla fisonomia dell'uomo un'aria maschia ed austera, che piace e piacerà sempre alla donna. Quelle che si compiacciono di certi tisicuzzi sbarbatelli, credete pure che nel loro interno se ne fanno beffe, o li amano come si ama un cagnolino, un gattino, un pappagallo. La donna non ama davvero se non l'uomo che può difenderla: l'ama robusto, ardito, terribile. La donna non vuol guardare dall'alto al basso il suo eroe. S'inganna talora, perchè sotto l'aspetto del lione può celarsi anche l'asino, e il coraggio non abita sempre nelle membra più vaste. Volete udire una storiella a questo proposito?

— Si tratta sempre di barbe?

— Non precisamente di barbe, ma sibbene di pelo. È l'origine di quel berretto di pel di lupo che vedete portare a quasi tutti gli abitanti dell'Istria.

— Sarà una delle tue.

— Anzi è un fatto che dev'essere conosciuto in paese, e forse alcuno l'avrà udito raccontare altre volte. Quest'oggi, signora mia, mentre voi mi credevate smarrito in qualche giardino d'Armida, io andava invece a caccia d'anticaglie, e m'ingegnavo di raccapezzare dalla bocca di questa brava gente le tradizioni più singolari della popolazione istriana. Ed ecco quanto mi venne fatto d'intendere da un vecchio pescatore intorno a quel berretto tradizionale.

II.