— Eh! che ci è da fare le meraviglie? Forse non mi sciupò anche il mio Marcello?

— Sì, ma allora non possedeva in casa la via del paradiso; ora caso mai si sbagliasse, presto tu ci rimetteresti sopra il buon cammino.

— Quando lo battezzeremo noi?

— Quando vorrai. Che ne dici Marcello?

— Mettetevi d'accordo voi altri; per me quello che volete voi voglio io.

— Direi da qui a tre giorni.

— E perchè aspettare tanto. Isabella?

— Perchè... perchè... io penso... io credo che sarebbe bene avvertire mio padre della nascita del suo nipote...

— È giusto, e lo farò subilo, ma come entra lo annunzio collo aspettare tre giorni?

— Non so... vorrei m'indovinasse... sono figlia alfine... ed egli padre mio sempre... e il torto è mio.