Ho capito; sentite figliuoli; io proporrei di scrivere al signor Omobono annunziandogli che fra tre giorni battezzeremo la creatura; anco, Isabella, se lo vuoi, potremo aggiungere che tu lo preghi a darti la consolazione di venirti a vedere; caso mai dentro cotesto termine non comparisse, senza lui abbiamo fatto il matrimonio, e senza lui battezzeremo il figliuolo.

La proposta del signore Orazio venne con gradimento di tutti accettata non solo perchè ottima, ma anco per essere l'unica, che la congiuntura offeriva. Allora nell'animo d'Isabella incominciò a manifestarsi una trepidazione, che non era senza danno della sua salute; ad ogni romore di carrozza che si udisse dalla strada allibiva, voltava sollevata la faccia verso la porta, e poichè quinci non vedeva comparire persona sospirava.

— E lettere da Milano, ella interrogava, ne sono venute?

— Non se n'è viste ancora.

Così passarono tre giorni; cadde la disputa se i tre giorni avessero a decorrere interi, oppure se dovessero reputarsi compiti nella sera del terzo giorno: prevalse la prima opinione, come quella che forse era più giusta, e perchè Orazio, secondochè gli persuase la gentilezza, non ci volle insistere sopra; ma sul termine portato dal quarto giorno non vi era modo da gavillarci sopra. Lieta sì ma pure offuscata da tenue velo di malinconia, Isabella sovvenuta da Betta si accinse a detergere e a vestire la sua creatura; e vi so dire io se fossero sfoggiati a belli i guancialetti cospicui per trine, per ricami e tutti infioccati di nastri di raso; davvero cotesta faccia vermiglia in mezzo a bianchi pizzi se non rassomigliava per lo appunto, ricordava il bottone della rosa brizzolata dalla brina. Vestito che lo ebbe, Isabella baciò il pargolo, lo ribaciò, tornò a baciarlo ancora, e poi lo commise nelle braccia del signor Orazio; sentiva in questo momento la povera donna sorgersi in petto una voglia infinita di sospirare, ch'ella però valse a reprimere fino al punto di convertirla in un lungo respiro.

Orazio col pargolo su le braccia disse:

— Ed ora qual nome gli daremo noi?

— Orazio, disse Marcello.

— Orazio, soggiunse Betta.

Isabella piegò il capo, e non disse nulla, per la quale cosa Orazio a lei volgendo il discorso riprese: