— Ma non passati.

— Anzi venuti e passati.

— Signore Grazio, voi che fate professione di cristiano vogliate ricordarvi che Gesù Cristo accolse l'operaio della sera col medesimo viso col quale accolse quello della mattina, e li giudicò meritevoli di mercede pari.

— Signore Omobono, io ricordo ogni cosa, ma vedete Gesù Cristo era Gesù Cristo, ed io son Orazio; voi non siete un operaio, bensì il signore Omobono, che non può mutare in buono uomo; e poi, a dirvela all'aperta, quella degli operai era una parabola, nè qui si tratta di piantare vigna, sibbene di battezzare un figliuolo.

— Oh! allora esclamò il signore Omobono levando ambedue le mani al cielo, la troppa felicità vi ha indurito il cuore, come a me la troppa ricchezza: perchè respingete l'assetato? Datemi un sorso della vostra felicità... Signore Orazio, signore Orazio, pensate che l'uomo può essere avaro non di danari soltanto. Anco voi come gli altri!.... Vi giudicava diverso.

— Tolga Dio, rispose Orazio, che io vi compaia minore della estimazione che voi fate di me; nè questo dico per superbia, no davvero, ma perchè chi tolse il carico di custodire la onestà ha obbligo di operare in guisa che per colpa sua non iscapiti di reputazione, ed io tuttochè indegno, questo carico me lo sono tolto. Venite dunque, voi siete padre d'Isabella, e questo è sangue del vostro sangue: voi siete più prossimo a lei per parentela; io mi contenterò di starle più prossimo per amore... che se vi ci accosterete come me, non io... non io ve ne porterò astio... volendo sperare che Isabella abbia in sè tanto affetto da consolare ambedue.

— Ed ella lo possiede in copia da bastare anco a me, mio caro zio.

— Sicuramente che lo possiede! E chi si attenterebbe a negarlo? Ah! capisco... ho detto voglio sperare; e' fu un discorso fuori di squadra, ella pena a amare quanto il sole a riscaldare.


— Il nome della creatura quale ha da essere? interrogava il prete con voce che sembrava si fosse fatta imprestare da qualche raganella, che suona l'uffizio nella settimana santa, allorchè le campane stanno legate — e avvertano bene a scegliere nomi di santi che si trovano sul calendario romano, perchè questo mal vezzo di pigliare nomi di gentili, i quali per certissimo andarono tutti a casa del diavolo, io non potrei patire... gli avviso che non mi troverebbero arrendevole fino a questo punto.