— Eh! l'uomo propone e Dio dispone, proverbio vecchio.

— Però avverti bene, gli abbiamo messo anco il nome di Orazio; ma siccome quello di Omobono va innanzi, così sarà chiamato ordinariamente con questo, non già con quell'altro.

— Dunque prendi, bimbo mio, questo pel nome di Omobono: to' quest'altro pel nome di Orazio.

— Bacialo, bacialo, perchè credo che con ogni bacio, cara Isabella, tu imprima una virtù nel tuo figliuoletto.

— Cortigiano! Tanto è, ella stette in corte una volta, e il vezzo della piaggeria le si è fitto nell'ossa peggio che l'odore del muschio.... ma ora che mi ribolle... mi conti un po' questa mutazione di nome come la è andata... qui sotto gatta ci cova.

— Se bo da dirtela proprio come sta la cosa... ecco... il fattorino della posta mentre stavamo per salire in carrozza ci ha consegnato una lettera di tuo padre, la quale ci scongiurava con tante pietose raccomandazioni a mettere il suo nome al nipote....

— Questo non è possibile....

— Come non è possibile? Marcello, diglielo tu se la faccenda sta appunto come io la ho contata....

— Taci tu... e non dire bugie... se così fosse il padre sarebbe venuto....

— Eccone una nuova di zecca! Chi sa che diluvio di affari saranno piovuti addosso oggi al signor Omobono... sicuro, che ei non sia per venire appena sbrigato, non lo metto in dubbio nemmeno, ma per ora non si è visto....