— Bò! voi? soggiunse il medico: voi senza Betta non siete capace ad assodare un uovo.
— Che Betta non ci abbia a entrare, non perfidio, io ripresi; ma con lei di aiuto io mi vanto preservare da morte questo infante, e ci gioco.
— Non ne farete nulla.
— Scommettete.
— Denari buttati.
— Scommettete.
— Ve gli mangerei.
— Promettete per Dio! urlai fuori dei gangheri: tu scappasti via impaurito strillando ed agitando le braccia, sicchè a somigliarti a un pipistrello si correva rischio che questo se la pigliasse a male: il medico ed io scomettemmo un pane pepato a Ceppo. Ti curai, ti vegliai, Betta sempre diacona e suddiacona; in te schermii con suprema cautela quel tuo filo di vita, quasi lumicino riparato dal vento col cavo della mano: ti fui padre, m'ingegnai esserti madre; se come madre col latte del mio seno non ti ho nudrito, col calore del mio seno ti ho riscaldato: — e a Ceppo vinsi al medico il pane pepato.
Tu poi dal giorno della discrezione non cessavi pure un momento di ficcare i denti in questo seno, che non ha palpitato per altri che per te; così è da venti e più anni, tu mi regali ad ogni capo di anno un calendario di morsi nel cuore.
Io era bello allora, vedi, e giovane della tua età o poco più, e il sangue mi andava di su e di giù per le vene a modo di cartucce di aghi d'Inghilterra: ogni volta che m'imbatteva in qualche fanciulla che mi andasse a genio, spiccava un salto come un capriolo, e le ficcava gli occhi addosso, e ce li teneva fissi, finchè non mi fosse scomparsa davanti; qualcheduna anco ne ho vista voltarsi e ricambiare meco uno di quegli sguardi, tu mi capisci, che valgono quanto i baci o giù di lì: insomma, guà, io mi sentiva, sto per dire, fatto a posta per gli affetti soavi, pregustava i gaudii, m'inorgogliva nella potenza della famiglia: — Signor no, una voce dentro prese a predicare, signor no, poichè Dio della famiglia le ha dato begli e fatti gli effetti; ciò significa ch'ella deve astenersi dalle cause; lo ringrazii dunque per averlo letiziato di figliuoli senza moglie: se ci pensa su, conoscerà che le toccarono le ostriche quasimente senza i gusci; la si tenga addirittura come nato vestito. — Eh! sarà così, conchiusi fra me, e senza badare ad altro ti murai arpione unico alla parete domestica per attaccarci ogni scopo della mia vita. Quando Betta da una parte ed io dall'altra dondolavamo la tua culla, Betta, diceva: —