— La non si sbracci di uscirne pel rotto della cuffia, risponda in chiave:
— Lo inferno è maschio, ma la dannazione eterna è femmina.
— Il peccato e il vizio portano calzoni o vestono gonnella? mi dica in grazia?
— Fragilità, il tuo nome è donna, e badi che lo ha scritto quell'omaccione del Shakespeare.
— Nell'inferno ha mai letto che ci sieno demoniesse?
— No, signora: e la ragione è chiara, perchè elleno stanno tutte in questo mondo.
— Chi tentò Eva non fu serpente? lo può negare?
— Diamo un taglio al serpente; egli è certo che Eva tentò Adamo.
— Qui bisogna finirla: datemi un codice, un codice, dico, criminale; tutte le mie crinoline, per un codice criminale; venga qua, legga: il furto è maschio o femmina? Il parricidio, il fratricidio, l'omicidio, l'uxoricidio, maschi tutti; maschio l'assassinio; maschio l'adulterio...
— Si fermi lì, chè mi ha convinto, le sue ragioni mi avevano scalzato, ma gli esempii, massime l'ultimo, mi strozzano, e poi considero che le donne con le delicate loro dita talora si dilettano a sfilacciare un uomo come un pezzo di tela, e Orfeo informi; però chiedo a tutti perdono, e mi affretto a fare ammenda del fallo. —