Affermano tutti quelli che lo ponno sapere, come in paradiso ci abbiano non un angiolo (diavolo! un solo non potrebbe bastare), bensì parecchi angioli scribi a cui fu commesso la cura di registrare sur un libro i peccati che gli uomini vanno commettendo in giornata, da una parte; e dall'altra, come di ragione, i meriti loro; il che si chiama tenere i conti a partita doppia, per compilarne il bilancio al termine di ogni vita, e saldare poi in tanta moneta di paradiso, cosa che accade di raro, ovvero in tante tratte su lo inferno, e questo è caso ordinarissimo; dicono ancora che ogni peccato ha il suo prezzo fisso, e però eziandio le menzogne, le quali si scontano in ragione di sette anni di Purgatorio per ognuna. Io, che per odio di stare a tu per tu, credo tutto quello che si degnano darmi ad intendere, protesto che questa poi non la posso ingollare: tra menzogna e menzogna una differenza ha da correre, e sostengo che la bugia di Betta invece di passarsegliela a debito, l'angiolo scrivano deve avergliela registrata a credito, defalcandone sette anni di purgatorio per qualche altra bugia meno innocente; quanto a me? tengo qualunque scommessa, e vedremo a suo tempo se io ho colto nel segno.
— Grazie, signore Orazio, grazie, disse Betta, asciugandosi gli occhi, col grembiule; adesso che il bruscolo è uscito dal mio occhio, miriamo un po' se ci ha verso di cavargli quella tribolazione di Marcello dal cuore.
— Sì, proviamo Betta, proviamo; ormai corre il quarto mese ch'io non ho lettere di Marcello, nè so che cosa ne sia accaduto...
— Ed è questo motivo perchè la si addolori poi tanto? Non voleva ella mandarlo in Australia? Io giudico, che dopo avere finito i quattrini si è imbarcato per costà...
— Dio lo guardi! Dio ci liberi tutti! Senza quattrini in terre d'Inglesi? Ma tu non sai, o Betta, che forse in tutto il mondo non ci ha che Londra dove l'uomo senza quattrini muoia proprio di fame: non mica che la carità manchi a Londra: al contrario ella ci è bene e meglio; ma il fumo del carbon fossile l'accieca, o se ci vede, affaccendata per andare alla borsa, non può trattenersi a soccorrere chi muore di fame sopra la pubblica strada. Gl'Inglesi hanno per costume di dire, e lo scrivono eziandio nei fondachi loro: il tempo è moneta; sarebbe più corto e più sincero ad un punto, se affermassero a dirittura tutto è moneta; così di sopra come di sotto, e tanto dentro quanto fuori. Se questo accade a Londra, pensa se a Melbourne dove non vanno di certo i galantuomini in villeggiatura — perchè, Betta mia, l'uomo fuori di casa sta spontaneo come i nostri primi padri stavano costretti fuori del paradiso terrestre... per via del peccato...
Qui Orazio si rizzò da capo, e prese come la prima volta a passeggiare, però con ragione diversa; chè per la prima volta dall'èmpito scese alla quiete, mentre adesso di mano in mano accendevasi:
— O Betta? Che hai tu fatto? Io vedo... io vedo quel povero ragazzo salito per disperazione sopra una barcaccia sdruscita; lo vedo perduto in mezzo ad un mare di cui i cavalloni s'incalzano mostruosi, come le alpi che abbiamo davanti; — lo vedo in cima di un maroso bianco, e arruffato pari al capo di Caronte, il vecchio demonio, stendermi la mano e dirmi: «Buona notte, signore zio!» e poi sparisce... o Dio! per non comparire più a galla...
— Lei dice santamente, sa, signore Orazio, la grulla sono io. Marcello non può essere andato senza quattrini in Australia... questa è chiara come il sole: sa ella dove sarà andato di certo?
— Dove, Betta? Dove credi sia andato Marcello?
— In Crimea, alla guerra...