«Odio il verso che suona e che non crea,

«Perchè Apollo mi disse: io Fidia prima

«Ed Apelle guidai con la mia lira.»

e poco sotto: — fiore caduto dalla mano della creazione per gloria e per conforto della razza umana.

Di Storia ci hanno due cantere piene zeppe di appunti, e dentro appaiono distinte in iscompartimenti, che dicono: — Storia EpicaStoria FilosoficaStoria OratoriaStoria DrammaticaStoria PindaricaStoria ChiaccherinaStoria BugiardaStoria Maligna — ed anco ci erano i nomi degli scrittori, scarsi quelli delle prime maniere di storia ed antichi; infiniti gli altri e moderni, anzi pure modernissimi, quali fossero però io non trovo spediente palesare; questo sarà fatto a suo tempo e luogo: intanto basti sapere che anco il fondo di questa cantera possiede la sua leggenda, la quale dice: fili di passioni perpetuamente pari, rinterzati con contingenze così fisiche come morali perpetuamente diverse; spesso in meglio, qualchevolta in peggio.

Dentro una cantera più capace delle altre occorreva scritto: Filosofia della Storia. Mirabile la quantità dei ricordi presi, non so nemmeno io per quale vaghezza, sopra carte di mille colori; forse essi dinotavano i popoli ed anche i tempi diversi; ma proprio di suo io non ci lessi niente, eccello la solita sentenza in fondo del coperchio, che diceva: arte di cercare e scoprire leggi regolatrici del mondo morale. Peccato! che i professori avendo creduto scoprire prima di cercare, è da temersi che non troveranno più il bandolo della matassa: e' sarebbe stato mestieri confidarne la cattedra ad Aasvero, l'ebreo errante dalla nascita di Gesù Cristo in poi, ed anco non sarebbe bastato. Ora volge la stagione della semente; i secoli futuri porteranno quella della messe; adesso non fa frutto, però che gli uomini continuino a guardare il mondo col cannocchiale alla rovescia: cercate.

Sopra la cantera accanto si leggeva: Politica, e rovistandoci dentro si trovavano note, frammenti e ricordi, e per la massima parte estratti dal Machiavello, che egli dichiarava maestro nell'arte di guardare bene le cose e giudicare gli uomini dirittamente: in fondo egli aveva scritto: scienza difficile per cui pensi un mese, parli tre minuti, ne scriva cinque; pianissima per quale ne parli sempre, ne scriva tutti i giorni, e non ci pensi mai. I giornalisti l'hanno condotta a giornata, ma questi spettano alla politica come zanzare alla estate. Però chi avrebbe cuore di respingere la dolce stagione pel tedio delle zanzare? E chi astenersi dalla politica per colpa dei giornalisti? Questa scienza con larga notizia dei casi passati e dei presenti, pratica grande di negozii, esperienza di uomini, di rado s'inganna a giudicare su i generali, pure qualchevolta s'inganna; nei particolari poi erra meno infrequentemente, perchè su certi punti le bisogna indovinare: ora, oltrecchè lo indovinare gli effetti di cause recondite sia sempre incerto, accade spessissimo che avventure inopinate, e nè inopinabili, ti vengano a mutare le carte in mano, e la opera che sotto gli occhi tuoi cominciò Achille tu te la veda finire da Tersite. Palestra terribile, dove non pertanto troverai Ercole e i Pimmei, nè questi già insaccati nella pelle leonina di quello, bensì baccanti, schiammazzanti e arrangolati da dare la emicrania a Ferdinandone di porto[1].

Oltre le note questa cantera conteneva un libro scritto di mano di Domenico, e certamente opera sua; era nitido, senza mende e però ricopiato; nondimanco nell'ultima pagina occorreva avvertito: va rifatto, e dopo quest'altra avvertenza: post obitum. — Ah! se per leggerlo stampato devo aspettare che tu sia morto, Domenico, io pregherò il cielo di non farmelo leggere mai, non già per prolungare la mia vita di un filo solo oltre la trama che mi prescrissero i fati, bensì perchè aborro sopravviverti, Domenico.

Penultima veniva la cantera della Filologia. Se non me ne fossi sincerato proprio con questi occhi, io non avrei creduto mai che Domenico potesse raccogliere con pazienza affatto benedettina tante schede intorno alla lingua: eranvi migliaia di voci lasciate fuori dei dizionarii, con gli esempii accanto, di locuzioni erronee, di modi tenuti buoni e poi trovati viziosi, e all'opposto di modi ripresi per viziosi e poi rinvenuti legittimi; di prove ad esprimere il concetto stesso in venti e più maniere, vera anatomia della lingua, e in fondo della cantera al solito si leggeva: arnesi pei quali lo intelletto si rivela all'intelletto: parole, ale dell'anima; parole, vincolo per cui un cuore si lega e si separa da un altro cuore.

L'ultima cantera era piena di racconti, e sopra la più parte di questi si leggeva: politici. Certa nota chiariva la intenzione dello Scrittore, la quale sonava in questa sentenza; che cosa importi esercitare l'arte per l'arte non si capisce; le scritture movono sempre dalle passioni o buone o triste o neutre, e partoriscono sempre effetti profondi nella comunanza civile. Tu venererai buone le lettere allorquando confortano la virtù, ottime poi e pietose quando la confortano languente, e la riaccendono spenta: imperciocchè la virtù si spenga talora pur troppo in mezzo ai popoli! Però reputa addirittura cuore malnato colui, che potendo sovvenire con libere carte alla Patria serva o avvilita, se ne astiene. Ora la Patria nostra non comparendo libera tutta, e la parte emancipata non agile, non vispa, bensì torbida e tarda nei moti dell'odio e dello amore, a queste infermità devono principalmente sovvenire le lettere. Se così non adoperano, quale tu troverai differenza tra il letterato e il musicante e lo strione? Guai al letterato, che sè reputa artista soltanto! Egli ha da essere, la Dio mercè e la valorosa dignità sua, tale che alla occasione si possa cavare da lui o magistrato, o legislatore, o capitano, o maestro di quelle scienze, che porgono fondamento all'ordinato vivere. Dicono che le opere uscite dalle mani delle arti durino assai più delle altre, che la passione crea; e questo dissi certa volta ancora io; però, fattaci sopra migliore considerazione, adesso risolutamente nego, conciossiachè le figure, le imagini, i baleni insomma della scrittura prorompano appunto dalle passioni: ma quando anco e' fosse così, coteste opere di arte si conserveranno come le statue di granito dei re di Egitto, spaventevoli all'occhio, obliate dalla memoria.