Una cucina nuda, tersa un po' meno di Venere quando uscì dalle acque; alcuni carboni vermigli quasi dalla vergogna di spandere così piccolo fuoco, e un pentolino, che pareva chiedesse scusa di accostarsi presso loro con tanta confidenza; allato alla finestra un telaietto e una scranna. La cucina aveva due porte; una a giudicarne dalle ferramenta metteva fuori di casa; l'altra nella stanza da dormire; di vero dal buio io vidi la metà di un letto dal capezzale in giù, e su cotesto capezzale, ohimè! la faccia di un giovane disfatto dalla etisia. Era egli stato bello? Chi può giudicarlo dalle tempie cave, dalle guancie infossate, dal naso emunto, dalla orrenda strage, che mena questa infame malattia sul corpo umano? Solo adesso mostrava la chioma e la barba lucidissime, nere, ed ottimamente disposte, come costuma il parrucchiere prima di tagliare i capelli che ha comprato; gli occhi limpidi, aperti, e fondi così, che giù giù ci avresti potuto scorgere la morte appiattata a mo' d'iena dentro la fossa dov'ella va a cercare i cadaveri. Su la parete accanto il letto mirai attaccate parecchie tele dipinte, più o meno condotte innanzi col lavoro, nessuna finita; onde sembrava che a reputarlo pittore di professione si sarebbe colto nel segno. La donna faceva un continuo andare dal camino al letto, dal letto al telaio, per modo che la spola nelle mani alla tessitrice non va sì spesso nè veloce, ed ora porgeva allo infermo un po' di brodo, ora una cucchiaiata di pozione calmante, ora una cosa, ora l'altra secondo i bisogni del morbo; lo rincalzava dolcemente, di tratto in tratto gli accomodava i lenzuoli sul letto, o gli asciugava il sudore, e tutto questo con una carità, con tale ineffabile dolcezza che metteva nell'anima un senso:

Che intender non lo può chi non lo prova.

— Punto e virgola; mi occorre interromperti per due ragioni; la prima è di farti pagare la gabella pel verso di Dante, che vorresti insinuare di contrabbando nel tuo racconto, e la seconda è quest'altra che tu hai promesso infastidirmi in prosa; però se manchi al patto, io mi dichiaro da parte mia sciolto dall'obbligo di ascoltarti, e me ne vado difilato a letto.

Mea culpa, ma ella lo sa, quando l'uomo si esalta diventa poeta; tanto vero, che la poesia sta di casa appresso a Dio; e non avendone in pronto de' miei, mi valgo de' carmi altrui, alla rovescia dello Zappi, che in fondo del sonetto:

Il gondolier mentre la notte imbruna,

disse:

Invece degli altrui canto i miei carmi.

Però se la mia umile preghiera può trovare grazia presso di lei, io la supplico, mio caro zio, a non mi tagliare la parola a mezzo; veda, ella scombussola tutta la estetica del mio racconto; ella butta un ramino di acqua fredda nella pentola sul punto che sta per ispiccare il bollore; ella dà di gambetto al corridore mentre sta per vincere il palio: questo non va bene; mi lasci andare senza scavalcarmi.

Dove siamo rimasti? Alla carità della donna; va bene; però; però l'uomo non sembrava rassegnato; e lo compatisco, perchè quanto alla vita non gliene aveva a premere più di un luppino, almanco io me lo figuro; ma avere a lasciare così cara, così soave, così bella donna, oh! doveva essergli affanno da passargli il cuore: per la quale cosa egli di nulla nulla si arrapinava, accusandola di poco amore, nè ella rispondeva parola; solo alzava gli occhi al soffitto; e poi gli richinava al solaio in guisa da strascinare in terra angioli, arcangioli, troni e dominazioni, insomma da rendere il cielo vuoto come una casa spigionata; in cotesto sguardo non entrava querela, e nè anco preghiera, che di lassù la provvedessero di pazienza, come donna sicura di trovarla inesausta nei tesori dell'anima sua: bensì ci si vedeva uno scongiuro d'ineffabile istanza, perchè consolassero lui nei suoi dolori, e lo sovvenissero almeno a soffrire, poichè non gli avevano consentito di godere. Per quel giorno n'ebbi abbastanza, e turai il buco con la immagine della madonna, che somigliava la mia madre defunta.

— E non gittasti via il tuo danaro, perchè andando innanzi di questo passo tu devi essere arrivato presto a comporre il dizionario della lingua degli occhi....