— Attenti alla seconda bellissima veduta. Già ella, zio, bisognerà che si rassegni alla scena fissa, perchè comprende bene che non le posso mutare a vista una casa di materiale con la facilità con la quale gliela cambierei dipinta. Apro l'Armadio, e scopro il sacro buco: la bella donna non è più sola; io vedo seco un'altra femmina attempata, a cui la prima fa cenno di parlare sommesso; pure accostandosi alla parete bucata avviene che io le possa udire perfettamente.

— Se me ne pianga il cuore Dio lo sa, diceva la vecchia, di doverle dare così trista notizia, ma così è; il merciaio ha ricusato comprare il colletto e i manichini. Supponendo ch'ei lo facesse per assottigliare il prezzo, io gli ho proposto darglieli per due svanziche di meno, ma egli mi ha risposto: «No, Teresa, io non lo faccio per questo... voi lo sapete, le signore non vengono a provvedersi in bottega mia, e le povere a questi lumi di luna hanno altro pel capo che comperare colletti; mirate, io ne ho qui due invenduti, pei quali vi ho pagato venti svanziche; però comprenderete di posta che non posso tenere tanto capitale morto. Se potessi esitarli anche senza guadagno, magari! perchè voi non mi avete confessato nulla, ma so bene io chi gli fa, e a cui servono. Quando la croce è posta sopra le spalle di una povera e degna giovane come la signora Isabella, quale uomo potria ricusare di servirle di Cireneo? Non posso proprio; ancora io ho famiglia, e i Tedeschi ci mangiano il cuore.»

Non seppi che cosa rispondere, mi sono stretta nelle spalle augurandogli: Dio vi aiuti, Ambrogio! Dallo accertarvi che voi siete amata da tutti nella contrada in fuori io non saprei darvi altra consolazione.

— E Dio aiuterà, Teresa, riprese Isabella; intanto pigliate questi pendenti, e in così dire se gli staccò dagli orecchi, portategli al presto, e poi compratemi la solita carne, il pan buffetto, la gelatina di lichene, la pozione di laudano sciolto nella mucilagine di gomma arabica... basterà a tanto il danaro, Teresa?

— Spero di sì.

— Teresa, io ho rossore di dovere sempre restare in debito con voi... ma!...

— Oh! sì, scialo anche io ad allegrezze perchè mi abbiate a tribolare con queste grullerie.

— Buona Teresa! Ora dunque sbrigatevi, chè da un punto all'altro Roberto potrebbe domandare qualche cosa, e il poverino patire per non averla lì pronta.

— Cotesti pendenti non capiteranno al Monte di pietà, deliberai tra me, e ricontati i marenghi superstiti nella borsa, ci trovai quello con la effigie di Vittorio Emanuele, lo trassi fuori, e mi parve, che per fare una buona azione non poteva sciegliere meglio della moneta con la effigie di un galantuomo. Ci si trova tanto di rado! Con questo alla mano mi cacciai giù per le scale, e con tale e siffatto impeto entrai nel portone accanto, che dato di cozzo nella Teresa per poco non la mandai a gambe levate per aria.

— Misericordia! esclamò la povera portinaia; gli asini hanno più creanza di voi.