— O zio, quanto è vero che io mi chiamo Marcello, più sottile, più leggiadro lavoro non si vide mai al mondo. Raffaello (io le regalo gli altri), Raffaello col suo pennello non avrebbe saputo condurre tanto gentili arabeschi, com'ella trapunse col suo ago divino, ed in fede di ciò, eccogliene la mostra...

E qui Marcello, tratta fuori di tasca una scatola di cartone, l'aperse ed espose in vista una collezione intera di colletti e di manichini. Lo zio col pelo irto come un istrice, che veda venirgli addosso un cane, con un colpo di mano li gittò lontano da sè, ma pronta gli raccolse Betta, ed esaminatili con argutezza, disse:

— In verità sono lavorati eccellentemente.

— Va, te li dono, le Muse sole hanno intelletto per capire le Muse — esclamò quel mascagno di Marcello, mentre pensava tra sè: — Mi faccio l'onore del sole di luglio; tanto varrebbe provarmi a cavare il sorcio fra le granfie al gatto, che rivendicare quel ricami dalle mani di Betta; amare, pigliare, verbi principalissimi della lingua che favellava Eva, trasmessi per opera naturale nel sangue delle sue figliuole fino alla consumazione dei secoli, non ostante quello che dice in contrario delle idee innate la logica del padre Soave.

— E pure, vedi Betta, io ebbi il coraggio di criticarli per darmi sembianza di mercante, essendo stato informato da persone, che se ne intendono, che la bugia serve come di colla per tenere insieme tutti i pezzi che compongono il vero mercante. Per questo peccato io temo forte che nello inferno non mi abbiano ad arrotare come il Damiens, imperciocchè tu hai da sapere, o Betta, che il padre Segneri nelle sue prediche ci assicura, come s'ei ci fosse stato e gli avesse co' proprii occhi veduti, giù nello inferno ci si trovano tutti i supplizii praticati dagli uomini nel mondo, e pende incerto tuttavia tra gli uomini e i demonii chi di loro abbia il vanto della invenzione[6]. Breve; spesi Vittorio Emanuele nello acquisto di due colletti e due paia di manichini; e stabilii che ogni settimana per uguale prezzo mi sarebbe stata fornita la medesima quantità di mercanzia, stantechè la fabbrica della signora Teresa non poteva sul momento accettare ordinazioni maggiori.

Tutto questo mi era andato a capello; adesso restava qualche cos'altro da farsi; bisognava procurarmi il marengo la settimana e per questa volta dissi davvero: — voglio — prese le buone mosse, incominciai a trottare per la città come un fattorino della posta, di ora in ora interrogandomi:

Che debbo far, che mi consigli Amore?

Amore fece il sordo, bensì rispose un'altra cosa, che io non aveva chiamato e non cercava, e fu la fame; onde le mie considerazioni terminarono col mettere capo alla Osteria della Corona di Ferro; entrai, mi cibai, e giusto nel punto in che io mi forbiva la bocca con la salvietta, il Buon consiglio, dal quale nascono i consiglieri, quasi a mostrare la sua dignità veniva ora spontaneo, mentre io per lo innanzi lo aveva chiamato tanto tempo invano, ed egli da pari suo mi ammoniva, come con tutta la mia scienza abbottinata nelle rade scorrerie da me fatte su i poderi delle Muse io non avessi messo insieme tanto da dare la profenda al Pegaseo un giorno solo.

— E sia così, purchè mi frutti pane, e tale favellando mi calcai il cappello in capo ed usciva dimenticandomi cosa di cui però non si era dimenticalo l'oste, intendo dire il conto. Rammento che quando io esclamai ingenuo: — per Bacco! Me n'era scordato — l'oste, più ingenuo di me almeno due volte rispose: — non fa caso, basta che di due se ne ricordi uno.

— Tornai a scorrere la città, sicchè in breve mi occorse la bottega dello stampatore Tappati; io stava per mettere mano su la stanghetta dell'uscio ed entrare, quando il Buon Consiglio, tiratomi per la manica del vestito, mi disse: — chiarisciti prima; allora gittai gli occhi sopra le bacheche e lessi: Dizionario apostolico.Teologia del cardinale Pietrone.Opere del Domenicano Lacordaire. Manuale dei preti.Atlante dei predicatori, ecc., ecc., ecc., e via discorrendo; opere, che promovessero il senno civile, nemmeno una. Come dal sole emana la copia dei raggi, che spandesi a illuminare la terra, da codesta maluriosa officina diffondevansi tenebre di beghineria a rendere più gravi le miserie della patria. Però lì ritto davanti la bottega dello stampatore Tappati pensai: