Qui poi Isabella si fece in volto vermiglia, e presto presto, come chi ha fretta, rispose:

È vero anco questo altro, ma ciò non è amore...

— E che cosa dunque si chiama amore a casa tua?

L'amore! I trenta volumi della storia della Chiesa del Fleury, che lo zio canonico ha nella sua libreria, non basterebbero a dirti che cosa sia amore, e di un motto, uno sguardo, un sorriso ne avanzi a significarlo: tanto ti basti, chè se amore fosse stato il mio, non avrei, io fanciulla timida e vereconda, lasciato la mia dentro la tua mano, nè mi sarei rimasta dopo che tu baciasti le spalle.

— Come no? O che siete voi altre donne come i libri turchi, che si leggono alla rovescia?

— No, bisogna leggerci alla diritta col nostro alfabeto.

Ad ogni modo, se non pel tuo amore, almeno pel mio che tu sapevi, e che non mi fu disdetto, io credo poterti chiamare infedele. Però quanto a tuo padre gli è un altro paio di maniche; egli gli vuole un male di morte; dove intenda a caso profferire il suo nome, egli esce di sentimento, la faccia gli si fa pavonazza, e dalle labbra manda spuma; egli non gli può perdonare di essersi insinuato in casa sua come un serpente...

— Egli ci entrò per la porta salendo le scale, come fanno tutti gli altri cristiani.

— Egli lo trasse dalla miseria, egli lo confortò allo studio della pittura, gli dette asilo, gli dette soccorso, ed in mercede di tutto questo gli rapì la figliuola.

— Non è così, la figliuola prestava liberissima il consenso di recarsi con esso lui alla parrocchia per esservi sposata.