— Che ci è egli di nuovo?
— E ci è che il signor Felice non si trova più....
— O Dio! O Dio! esclamò la signora Isabella recandosi le mani al petto, quasi si sentisse ferita nel cuore, e per tema di cascare si appoggiò al muro.
Io allora provai un ghiaccio sopra la fronte come se ci avesse strisciato una tarantola, e subito dopo mi si empì il capo di tanta malignità da disgradarne quattro giornalisti moderati, esclusa la Perseveranza, ch'è la colomba del mestiere.
Si narra come il cardinale di Richelieu costumasse dire, che se gli mettevano in mano quattro dita di scrittura del primo galantuomo del mondo, egli era tomo da farlo sdrucciolare in galera; e cotesto parve iattanza ai suoi tempi; ai nostri non ci ha chiericuzzo che non si reputi, e non sia veramente capace di fare altrettanto se non peggio; però che lo interesse soffiando i suoi consigli nell'orecchio all'uomo ne contamini in un attimo tutto il suo sangue; di questo ebbi prova dentro me stesso; cui con la smania di calunniare vennero addosso di un tratto l'ingegno e il modo della calunnia; onde, attenuata la voce, dissi:
— O la non si turbi, cara signora Isabella; qui non ci ha cosa della quale ella si abbia a sbigottire; il signor Felice se n'è andato perchè non ha potuto più reggere alle mosse per via della fame come qualmente si ricava dalla lettera, che ha lasciato sul tavolino.
— Oh! che sia benedetto! la me la porga questa lettera; vengo a pigliarla alla finestra del pozzo.
Ora essendo questo ciò che appunto mi tornava meno, non mi parve strano di aggiungere un po' di bugia alla calunnia, considerando che le bugie sono come bicchierini di acquavite ministrati alla calunnia, affinchè duri di buona lena al lavoro; però subito pronto risposi:
— Me ne rincresce proprio, perchè ho sempre veduto come la più parte dei malanni, che capitano addosso ai liberali, derivino dalla grulleria di tenere ricordi o conservare i fogli: per me uso così, leggo prima due volte o tre la lettera per bene, tanto che nella memoria mi si registra meglio che il bulino non incide sopra l'acciaio, poi accendo un fiammifero e le do fuoco, nè la perdo di occhio, finchè io non l'abbia veduta ridotta in cenere....
— Questo si chiama operare da giovane prudente, e me ne rallegro con lei.