Per allora ella chiuse il ragionamento pregandomi a volerla chiamare con tre picchietti nella parete quante volte avessi notizie a parteciparle del cugino, ch'ella si sarebbe affacciata alla finestra del pozzo per ascoltarle. Frattanto reputare onesto che il buco....
Io visto appena il baleno per aria, che minacciava il povero buco.... di scomparire dalla natura delle cose accorsi sollecito alla parata, ed osservai con molta gravità:
— Non credere... non parermi prudente... e sperare che dopo matura considerazione dovesse parere anco a lei... la chiusura del buco, imperciocchè qualcheduno avrebbe potuto acchiappare per aria le parole dette alla finestra con molto danno del cugino e suo: ad ogni modo se non ci avessero uditi, ci avrebbero visti, ed ella che giudiziosissima ed accortissima (voleva mettere un altro sdrucciolo, ma temei sfondare il foglio) era, doveva conoscere le ciarle infinite delle casigliane, alle quali basta ogni po' di gomitolo per dipanarci sopra una matassa infinita di maldicenza.
La signora stette alquanto sopra di sè, poi rispose:
— Lasciamo stare dunque il buco: per tapparlo saremo sempre in tempo.
— Giusto! Così diceva anch'io — e ricevuta e resale la buona sera, ci separammo.
Io chiuso l'armario ebbi a felicitarmi, dirò meglio, ebbi a spaventarmi di avere scoperto ad un tratto in me questo tesoro di arti diplomatiche; pensai farmi annunziare su pei diarii ai potentati del mondo, che abbisognassero di primi ministri; mi volli bene, mi onorai, e rammento che mi presi la soddisfazione di baciarmi, la quale cosa feci accostando le labbra allo specchio; dopo ciò mi assettai disponendo i cibi davanti a me sul tavolino, e poichè allegria mangia per quattro, bevvi per otto: ricordo che quando mi prese voglia di coricarmi, la candela unica mi sembrò moltiplicata fino a sette, quanti sono i sacramenti ed i peccati mortali, e sebbene mi affaticassi a spegnerle, più si ostinavano a rimanere accese; per ultimo feci buio, e andato a letto cotestanotte mi sognai trovarmi nel congresso di Vienna a tu per tu col principe di Metternich, a cui dopo avere detto una carta d'ingiurie lanciai un calamaio nel capo, e glielo ruppi dicendo: to' questa, che me l'ha insegnata un tedesco, — alludendo senz'altro a Lutero, il quale, per quanto si racconta, trattò il diavolo nella medesima maniera: alla mattina trovai che in sogno aveva scaraventato l'orinale nella parete di faccia, e i pezzi ingombravano il pavimento.
Le notizie del cugino non si fecero aspettare; le trasmisi a seconda del concertato per traverso al buco, che rimase aperto caso mai ne venissero altre, e vennero, però via via più rare; finalmente cessarono affatto: non per questo turammo il buco, anzi a furia di vagheggiarlo mi parve che dal lato destro il contorno non rotondasse bene; e per quel giorno, dopo che lo ebbi accomodato a modo mio, mi piacque; il giorno di poi guardandolo anco più attentamente vidi che sgarbava a mancina, e lo posi in sesto; nè anche così andava a dovere; presi il compasso per disegnarlo senza errore; ma trovandomi imbarazzato a puntarne un'asta nel centro ch'era vuoto, ci posi su per traverso una sbarretta, la quale naturalmente soprammetteva e non poco agli orli del buco; epperò riuscì disegnato un po' più grande del primo: capiva benissimo che condurlo a cotesta larghezza tutto in un giorno non era aria; ma a poco per volta ci pervenni, nè parve se ne accorgesse la signora Isabella, e non di certo dev'essersene accorta, tanto la cosa venne naturale. Verso le feste di Natale mi prese il grippe con dolore di capo e febbre da cavalli; la povera signora Isabella era sgomenta; chi potesse mandare a curarmi non aveva; quanto a lei, oltrecchè in ogni caso la decenza l'avrebbe trattenuta da visitare un giovanotto, non si trovava libera di movere un passo dal letto del marito, che precipitando al suo fine diventava ogni momento più fisicoso. Teresa, vecchia, se non erano le ale degli angioli, le sue gambe davvero non potevano portarla su per quattordici scale. Allora, e mira intelletto di carità che hanno le donne! ella stessa senza badare da altro allargò il buco tanto che divenne buca, traverso la quale potesse passare una tazza; ancora mi ammonì che toccandomi a scendere da letto per condurmi a pigliare la tisana era più lo scapito del guadagno, e questo era vero; però volle m'ingegnassi trasportarlo rasente alla parete, dov'era il buco, e per lo appunto sotto di quello, affinchè stendendo il braccio senza altro incomodo potessi pigliare la tazza ch'ella mi avrebbe offerto; così la signora Isabella in mezzo a due infermi vegliava alla cura di entrambi, e al tempo stesso alacre e animosa attendeva ai ricami. Un gentile l'avrebbe rassomigliata a Igea; a me cristiano apparve quasi la madonna del popolo in compagnia degli Angioli della Carità e del Lavoro.
E qui fo punto, perchè a cagione del tanto favellare sono fatto roco: ella consideri, mio caro zio, che se io non mi sono mostrato pari a Gargantua, il quale uscito mala pena dal materno alvo chiese da bere, pure sono uomo anch'io, e mi pare che senza bere non potrei tirare innanzi o male.
Orazio senza rispondergli si risovvenne del tè, e fece per recarselo alla bocca, ma lo trovò freddo, onde prese a dire: