— Ma, nipote mio, tu mi fai da un pezzo in qua tal consumo di angioli da rincararli sul mercato dei cieli venti centesimi la dozzina....
— Io mi figuro, signore zio, che durante la sua vita, massime in gioventù, le sarà occorso di ricevere un pugno negli occhi. Si rammenta in cotesta occasione le migliaia di stelle, che le parve vedere per un pezzo, comecchè il sole splendesse luminoso a mezzodì? Or bene, dopo il mio innamoramento a me sembrava vedere comparire angioli da per tutto; e tutta la gente mirava dopo le spalle, nella supposizione che ci avesse l'ale come altra volta ci teneva la coda. Dunque sognava un angiolo, e a che rassomigliasse la sua bella faccia non importa dire; l'angiolo, aperta una finestra del paradiso, con voce e con cenni mi confortava, rotti gl'indugi, a salire. Io turbato gli rispondeva: — signore, come vuol'ella che io voli, se mi mancano le ali? — Ed egli a me: — di poca fede, credi, e l'amore ti farà crescere le ali....
Qui mi venne rotto il sonno nella testa dal picchiare frequente e ognora più strepitoso della vicina nelle pareti. O cieli! o terra! non ci era da prendere equivoco; coteste erano chiamate a fuoco, quando arde lo incendio dello amore. Corsi così che credei mi fossero spuntate le ali davvero...
E questo è certo, che l'amore della donna altrui, se non fa nascere l'ali all'amante, qualche cosa fa nascere al marito...
— Aspetti a dire... e quasi tratto fuori di me mi accostai al buco, dal quale aperto mi vennero buttate in faccia queste parole:
— Signore, per amore di vostra madre venite a soccorrermi; mio marito si muore, ed io sola non lo posso assistere.
— Signora, volo — risposi io pensando sempre al sogno, e al come l'amore faccia spuntare l'ali; però non volai, anzi tardai più del solito, come succede, ora non trovando più le calze, ora infilandomi i calzoni alla rovescia: nè lo indugio mi nocque, perchè in proporzione che io vestiva il corpo, l'anima si spogliava dei turpi desiri, onde rimasero a un punto quello compiutamente coperto e questa compiutamente ignuda; in effetto, quando non so nemmeno io e per moto tutto macchinale mi mirai allo specchio, e levai la mano per aggiustarmi i capelli, la coscienza mi brontolò dentro: — pezzo di furfante, se ti bastasse il cuore di ricompensarti giusta i tuoi meriti, tu invece di accarezzarti la chioma avresti a darti tre o quattro schiaffi su cotesto muso svergognato per brutti pensieri, che hai fatto su cotesta santa donna. Signore zio, avviso ai lettori...
— M'introdussi per la porta della cucina, e la signora Isabella trovai pallidissima, non però sgomenta; per mani mi prese e disse: aspettate tanto che con qualche pretesto vi metta dentro, perchè l'inferno piglia sospetto di ogni cosa.
Entrata in camera del moribondo, questi con voce appannata rimproverava:
— Tu mi contrasti in tutto; io voglio uscire, io vo andare domenica co' miei amici in campagna... ti aveva ordinato mi chiamassi il sarto.... con le vesti di un anno fa sembrerò uno dei sette dormienti...