— Almeno sia praticata a tale altezza, che seduti entrambi sopra una sedia possiamo vederci e favellarci.

— Questo si concede, anzi ogni sera tornato a casa metteremo, io da una parte, voi dall'altra, il tavolino rasente all'apertura, e mentre io lavoro, voi mi leggerete qualche bel libro di storia o di poesia.

— Faremo anco meglio; io congegnerò una lucerna per modo che abbia a illuminare voi e me, e questo gioverà alla economia ch'è la seconda provvidenza della povera gente.

Sta bene; e voi invece di andare all'osteria con perdita di tempo non piccola e spesa grandissima, potreste trasportare il vostro pranzo alla sera, e pranzeremmo insieme spartendo le spese; io mi piglierei il pensiero di apparecchiarvelo.

— Accettato; accettato. Se venisse Lucullo a propormi adesso il baratto di uno di questi pasti con cento suoi imbanditi in Apolline, io gli darei di un calcio nella pancia.

— Siete contento della capitolazione?

— Eh! non potendo avere di meglio, adattiamoci; però delle parole io non mi fido.

— Oh! che volete, che mandiamo pel notaro, che roghi del contratto?

— Dio ne liberi! Se un terzo entrasse fra noi lo strozzerei, ma ogni convenzione costumano gli uomini raccomandare a segni più sensibili che le parole non sono, come sarebbe a dire a segnatura, a croce, a sigillo; io mi contento di una stretta di mano.

— E ciò non vi ricuserei davvero, se si potesse...