Così il Luridi cavaliere e l'altro secondo, che non era cavaliere, ma meritava esserlo, ribadivano il chiodo:
— Certo s'intende, salvo onore del nostro signor primo, e senza pregiudizio delle dovute riparazioni.
— «Io sottoscritto (dopo avere spiegato il foglio, lesse pacato il Sagrati) cavaliere Luigi.....» Credo?
— Appunto, Luigi.
— Figlio?
— Di Ambrogio.
— Morto, o vivo?
— Morto.
— «... del fu Ambrogio Faina, nella mia qualità di gerente responsabile del giornale intitolato il Gingillino, di mia certa scienza, e libera volontà, dichiaro avere ingiuriato villanamente, ed a torto, il signor Omobono, del vivente Marcello Onesti, e sua famiglia con disegni e scritti nel mentovato giornale più volte; lo prego a volermi perdonare come cristiano e come cittadino, e lo supplico inoltre, nonostante la mia provocazione, di mandare a monte il mio cartello di sfida, considerandolo come non avvenuto ad ogni effetto di ragione. Milano questo dì, ecc......» — Dopo che voi, signori, lo avrete fatto segnare da lui.....
— Basta, basta, che ce n'è d'avanzo. Comprendo, signor colonnello, che a voi è piaciuto divertirvi alle nostre spalle.