— Caro lei, subito che per colpa sua i giovanotti lasciavano le ragazze, ciò significa che se li pigliava per sè.

Le passioni, massime le passionacce, ragionano sempre così.

Le beghine a carico deponevano avere veduto la Felicina sbadigliare alla messa: ed una volta, alla predica del padre Giabolò, domenicano, si era addormentata: decisamente religione ella non ebbe mai.

Per ciò che spetta ai documenti, quelli che concernevano la Felicina procedevano a rovescio degli altri allegati sul particolare di don Liborio, cominciavano bene e finivano male; mentre i secondi mostravano patente brutta sul principio, e giù giù conchiudevano in lode. Era curioso considerare come la buona fama di queste due creature facesse l'altalena nel mondo, mentre la reputazione dell'uno declinava, quella dell'altro andava in su, e viceversa. Ci voleva altro che Fabrizio per combattere le arti dei gesuiti, e posto che egli avesse potuto sopperire alle arti manifeste, come avrebbe riparato alle segrete?

Le risposte del prete, mirabili per semplicità e per modestia; egli la contava così: essendo accaduta la disgrazia alla sciagurata Felicina, mentre la ospitava in casa sua, vergognò aprirsene coll'amico, ed anco temè per la figlia e pel padre; per lui, che quantunque dabbene, violentissimo uomo era; per lei, che dubitò ne sarebbe morta di onta: egli per troppo tenera (e se così vuolsi) per troppo pusillanime natura in mal punto si ritrasse dal retto cammino, e con quanto inestimabile danno! Procurò nascondere un fallo, e più tardi ebbe a rivelare un delitto, e il padre.... il povero padre, che sarebbe rimasto desolato alla notizia del fallo, a quella del delitto cadde spento d'apoplessia fulminante.... (e qui si asciugò gli occhi). La stessa debolezza lo assalse, allorchè avendo divisato portare il morticino al curato viciniore, perchè lo seppellisse, incominciò a ragionare per via: «Che cosa mai avrebbe detto il degno sacerdote a vederlo in cotesto arnese? Come non lo avrebbe umiliato per essersi messo in cotesto salceto? Qual senno, quale discretezza verrai a mostrare, non dirò di uomo anziano, di teologo, di parroco commesso alla cura delle anime, ma sto per dire di giovine scapestrato?» Si vergognò: perse il lume dagli occhi, povero di consiglio, non sapendo più dove andare, nè che si fare del carico infelice, dopo avere vagato un pezzo, capitò in un luogo remoto, quivi lo depose e fuggì via. Non ci è dubbio, egli confessava pianamente, tutto questo essergli successo per castigo dei suoi peccati, ma potere levare le mani al cielo e prendere Dio per testimone, ch'elle erano pure di delitto. Troppo cara gli era costata una imprudente carità, pure non se ne lamentava, e riverente piegava il capo ai decreti della divina Provvidenza.... ed aggiunse certe altre erbuccie che si tralasciano per brevità.

E pur con queste vele e con questi remi voga da secoli e accenna volere vogare un pezzo la galera della umanità.

Felicina interrogata non rispondeva: la sua mente vagava altrove; durava fissa nella immagine di un pargolo natante entro una pozzanghera di sangue: non cessava di udire il grido, che incominciò vagito e finì in singhiozzo di agonia. Sollecitata da Fabrizio, scossa dai giandarmi, finalmente si guardò d'intorno stralunando gli occhi; poi prese a strillare con lo odioso strido della civetta:

— Scellerata! Scellerata! Io sono la scellerata!

Cotesto ululo, a molti di coloro che lo udirono mise addosso spavento, a veruno pietà; nè ci fu verso di cavarle altro di bocca. Fabrizio sudava per la pena, e con la mano coperta dalla sottovesta si lacerava il petto.

Il procuratore del re (se io fossi re, nè manco per tutto l'oro della Sonora, gli permetterei chiamarsi mio procuratore) sorge, e principia col tirarsi su le maniche della toga, vorrei dire, come il sacerdote che si accinge ad immolare la vittima, ma il paragone mi sembra troppo di lusso; dirò come il gladiatore in procinto di scendere nel circo a duellare contro un uomo che non conosce e non odia. Anco questa comparazione mi pare di soverchio onorifica: lo ufficio del pubblico accusatore supera ogni similitudine, egli è unico; pari a se stesso; non lo confondiamo con altri, i confronti varrebbero a smussarne la punta, la quale importa che rimanga tagliente nella sua truce acutezza.