Se mai avvenga che nel casamento dove abiti con la tua famiglia torni di casa un macellaio, tu dà la disdetta e al termine dell'affitto vattene; se un procuratore del re, paga l'annata e vattene subito: lascialo isolato, esposto al bersaglio della pubblica esecrazione. Se cotesto mostro fosse vissuto ai tempi di Ercole, avrebbero celebrato capitale fra le sue fatiche quella di purgarne la terra. Difensore della legge sappiano che deve reputarsi e salutarsi colui il quale pone ogni studio di salvare lo innocente alla famiglia e alla patria; nel dubbio, si astiene; non già l'altro che spinge feroce le creature di Dio sotto la mola, onde la pena macini. Gli uomini se la pigliano con gli istrumenti del supplizio, scaraventando di tratto in tratto nel fiume cesti, assi e mannaie, e si maravigliano di vederli drizzati su un'altra volta come se fossero tornati a galla dal profondo delle acque; in che voi altri differite dagli orsi, i quali si arrovellano contro lo spiedo che li ferì, senza pensare alla mano che lo vibrava? Non contro gli arnesi del supplizio, bensì contro chi ordina che s'innalzi, bisogna voltare l'obbrobrio e l'ira; questi, non quelli, conviene sbalestrare quando capita.

Io di certo non mi condannerò al castigo di riportare la parlantina smollata nel sangue di cotesto acaro legale[26]; riferirò per sommi capi la sua orazione: pertanto egli parlò della ineffabile angoscia che gli travagliava l'anima per dovere mettere parole in tanto deplorabile negozio (come se non fosse stato dieci volte padrone di tirarsi giù dalla finestra prima di parlare!); pur troppo considerarsi, ed a ragione, i difensori della legge soldati; anzi per cui dirittamente guardi più dei soldati da compiangersi assai, imperciocchè questi riportino talora ferite nel corpo per ordinario sanabili, mentre i difensori della legge si sentono sempre trafitti nell'anima, così che nè per tempo, nè per mutare di stato possono consolarsi giammai. Tuttavia senza ira, senza amore, come senza viltà avrebbe compito il debito suo: soldato del dovere.

E qui si forbì le labbra, che gli pareva avere sbancato Marco Tullio Cicerone, poi con la estrema diligenza, che mette il sacerdote a rinettare col dito la patena quando ha celebrato la messa, si mise costui a raccattare i minimi frammenti della vita di Felicina, e commetterli insieme con cemento di perfidia e di sofisma: lei disse colpevole della bellezza funesta di cui la ornarono non amici i cieli; in lei indizio di futura pravità la gaiezza, onde giovanetta folleggiava nei sentieri della vita; lampo di libidine il talento di ornarsi di fiori, pigliando esempio dalla natura, e vincerli nella fragranza e nel colore; prova di corruzione in lei la cupidità di tirare a sè gli amanti altrui, scompigliando in questa maniera, senza verecondia, come senza pietà gli amori delle compagne; e con istinto più tristo dei cacciatori, conciossiacosachè, questi, chiappati gli uccelli, non li curano più, mentre ella all'opposto li curava per godere del tardo pentimento loro e dell'angoscia delle amiche tradite.

— Voi la vedete — sclamò quindi additando Felicina — questa rea femmina sta dinanzi a voi. Gli uomini della scienza esclusero la insania: dubitano vada soggetta a qualche passeggera aberrazione, che potrebbe essere conseguenza del rimorso, ma io lo nego, e affermo che finge; dunque, di quanto ella fa possiede conoscimento intiero; la volontà le persuade la elezione dei suoi atti; ebbene, diede ella alcun segno di pentirsi? Fors'ella accolse docile e sommessa l'esortazione del magistrato, onde chiarisse la giustizia di questo mistero di delitto? E lasciamo da parte il magistrato, giunse a intenerirla suo padre, che supplice le s'inginocchiò davanti? E quando cotesto infelicissimo traboccò nel sepolcro per ischianto di angoscia della sua contaminata canizie, si desolò ella? Chiese perdono a Dio del suo peccato? Desiderò un confessore per versargli nel seno tutta l'anima sua e procurarsi il sollievo che emana dalla penitenza, da questo fonte che la misericordia divina pose nel mondo, non meno portentoso di virtù che quello del battesimo?....

A questo punto un curato non potè stare alle mosse e gridò: Bravo! Il quale bravo destò l'eco necessaria dell'usciere, che non ripetè cotesta parola, ma urlò: Silenzio! Il regio procuratore continuava:

— No, anzi essendole stato proposto, lo respinse dispettosa. Dirò aperto quello che sento: in giovane donna io non vidi mai tanta durezza, tanta pervicacia, tanta impassibilità. Egli è perciò, che quando il troppo caritativo sacerdote le offre ospitalità nel suo tetto, se non sacro, almeno religioso, e la pone al fianco di piissima donna, ella non rabbrividisce al pensiero d'inquinare l'ospizio e di tradire l'ospite, rendendogli, ingrata! in compenso del pane che le offre, un serpente: non la spaventa la considerazione di immergere l'uomo di Dio in un mare di guai: concetto che io per me giudico tanto più proditorio, inquantochè il nostro sacerdote ebbe con lunga battaglia ed indefesso studio a combattere propensioni naturali non per certo felici, e le vinse; ed ora che da lungo tempo era uscito vittorioso dall'acerba tenzone, e così superiori come inferiori, a ragione reputandolo simile a Giacobbe, uomo provato nelle prove del Signore, lo proseguivano di altissima stima, per non dire venerazione, eccolo da un punto all'altro messo a repentaglio di perdere tutto: egli gustò l'aceto del carcere, egli il fiele dell'accusa; egli sentì l'obbrobrio, la detrazione, e le infamie di cui il secolo scapestrato è liberale contro la religione, âncora della società, e contro i suoi venerandi ministri....

Qui mormorio di approvazione per tutta la sala; ma l'usciere, assumendo le parti di Eolo, sorse in piedi guardando con piglio minaccioso i susurroni; per la qual cosa i mormorii ebbero a rinsaccarsi senza poter prendere la forma di un secondo bravo.

— Certo — continuava il pubblico ministero — il sacerdote doveva fare del cuore rocca, e ricondurre senz'altro la figlia al padre, svelandogli il suo peccato: non gli bastò l'animo: temeva non gli sarebbero mancati (tuttochè ingiusti) rimproveri di negligente custodia: sapeva che lo infelice genitore sarebbe morto d'ambascia, nè parve esagerato il presagio, poichè pur troppo lo verificò lo evento. Ora mettiamoci la mano al petto: chi di noi conoscendo uccidere lo amico, partecipandogli una notizia, non repugnerebbe dal farlo? Che partito in simile frangente sovveniva a don Liborio? Egli si mostrò certo generoso e pietoso; incauto forse, ma io vo' mettere anche incauto senza forse; e che perciò?... Io svolgo e risvolgo il volume della legge, ma non ci trovo qualificata come delitto la carità incauta; e neppure nella mia coscienza, dalla quale argomentando mi arrisico ad affermare, prestantissimi giudici, che nè anco voi la troverete nella vostra. La donna non palesò mai per preghiera, nè per minaccia il nome del suo complice, ed io, o signori, ho dovuto pensare, come avrete senza dubbio pensato anco voi nella vostra perspicacia, se lo poteva ella? Non si trova ella forse nella condizione di colei, che correndo scalza nel pruneto non sa dire qual pruno l'abbia punta? Costei scrisse, ci narra un testimone credibile, moltissime lettere senza mai ottenere risposta; e ciò a parere mio dimostra ad evidenza, che da lei s'indirizzavano ad uomini diversi, imperciocchè noi tutti ci sentiremmo sgomenti del silenzio altrui, e smetteremmo scrivergli più innanzi, o per cruccio del disprezzo che ci parrebbe patire, o per disperazione di vincerlo; quindi s'ella continuò il carteggio, è chiaro che deve averlo fatto con persone diverse. Allorchè la scaltrita donna ebbe picchiato a tutte le porte, e non gliene fu aperta alcuna, allorchè conobbe respinta da tutti la obbrobriosa genitura, ecco si volge in extremis al pietoso sacerdote, che accorre, e giunge.... o Dio! in qual momento egli giunge? Sarebbe pietà lasciare sepolto nelle tenebre quanto accadde in cotesta notte scellerata.... Il soffio del Creatore accese un'anima, il soffio di una madre la spense.... il primo latte della madre alla sua creatura non fu il bacio su le labbra, sibbene la stretta delle dita intorno al collo, donde uscì un solo vagito — primo ed ultimo; — per battesimo egli ebbe la strangolazione! poi cadde, e si ruppe il cranio. Però importa, prestantissimi giudici, che voi poniate in sodo, come una sola fu la causa della morte della creatura; prima di cadere era stata strangolata.

Per procedere con la imparzialità che per me è religione, mi sono mosso un obietto: perchè l'accusata si dispose a commettere il delitto? Non era più sicuro gettare il neonato nella ruota dei trovatelli? (Baratro degli uomini inciviliti, largo a ingollare, scarso a rendere anime viventi. Apotete spartano, riveduto e corretto ad uso della civiltà cattolica.) Su questo proposito rispondo: e che so io? O che sono tenuto io di entrare nel cervello del colpevole, e cercarvi, e trovarvi un nesso logico nei suoi divagamenti? Signori, io pensai sempre, e penso che il delitto assai più che dalla pravità del cuore, nasca da un calcolo sbagliato dello spirito. Con la morte del figliuolo forse l'accusata immaginò fare scomparire non solo la traccia, ma perfino la memoria del successo; le mancò il senno, e comparve il suo concetto infelicissimo così nello scopo, come nella esecuzione, e ciò perchè, come predica il proverbio antico a cui vuole male Dio toglie il senno. — E aggiunto un diluvio di ragioni di simile risma conchiudeva: — il tempo perverso domanda esempi virili; non vi trattenga la mostra di demenza, ond'ella vi sembra dominata, perchè usa per costume inveterato a fingere, chi ci assicura, ch'ella non finga? E nè anco vi commuova il rimorso, che per avventura a voi potesse parere che ella sentisse, imperciocchè il rimorso in ogni caso sarebbe il foriero delle pene che Dio le destinò nella vita futura, ma a Dio l'altra vita; la presente a noi: a lui lo spirito, a noi il corpo; nè il cielo volle mai usurpare le pene della terra, nè la terra quelle del cielo. La società offesa, chiede vendetta, e più della società la famiglia: considerate tutto intorno a noi minaccia rovina: ogni cosa agli urti incessanti della rivoluzione accenna sfasciarsi, mettiamoci, metteteci se pure n'è tempo, riparo per non rimanere sepolti sotto i frantumi... colpite, e al fiero esempio le vostre figliuole pensino, e tremino... Chiedo pertanto, che lo accusato don Liborio venga dimesso a carcere sofferto, e quanto all'accusata Felicina chiedo le sia applicata la disposizione dell'articolo 531 del Codice penale. —

Al finire di questo discorso, dove non sai se primeggi lo assurdo o la ferocia, comecchè entrambi v'insaniscano tiranni, fu udito un bisbiglio come di labbra susurranti avemarie e paternostri; di fatti non poche beghine avevano cavato fuori di tasca il rosario e devotamente lo recitavano.