Fatto sta, che mal sonno aveva dormito Eponina, ed Isabella peggio: entrambe si erano alzate di pessimo umore: fin lì avevano trascurato le squisite mondizie della persona, loro cura e delizia. Eponina trascurò il pappagallo, che indarno ripeteva indiavolato: Eponina! Eponina! Isabella pestò la zampetta al suo Cialì: la prima erasi versato addosso la tazza del caffè, l'altra aveva rotto una caraffa di cristallo. Tutto insomma presagiva un giorno uzziaco. Con sospiro affannoso le donne aspettavano la posta del mattino, dacchè Ludovico, quantunque passasse la serata a veglia in casa Marcello, pure prima di coricarsi scrivesse una epistola erotica, breve o lunga, conforme gli frullava, e la faceva impostare, ovvero usciva ad impostarla egli medesimo, onde la fanciulla dell'animo suo la ricevesse la mattina per tempo: ghiribizzi d'amore.

Queste lettere specificano a parte a parte.... Rassicurati lettore; io non vo' dirti davvero che cosa e come dicessero; ho fatto per metterti paura: tu pure ne avrai scritte, rammentale, ed immagina che quelle del conte non saranno state più argute nè più sceme delle tue: piacevano a chi le dettava, piacevano a cui le riceveva; contenti loro, contenti tutti....

— Eccolo! Eccolo! — esclamò Eponina dalla finestra dove si era affacciata. — Dio mio! fanno la leva dei gottosi per fornire di fattorini la posta.... è uno scandalo.... ne vo' scrivere al Barbavara.... ed occorrendo anco al ministro.

Credo inutile dire che il fattorino non era neppure di leva pel servizio militare, mancandogli giusto otto mesi a compiere venti anni, e lesto in gamba così da dare tre punti a Mercurio, e le linguaccie dicevano che la prestezza non era la sola qualità da lui posseduta in comune con Mercurio.

Il pacchetto è consegnato alla portinaia; questa, punta dalla padrona, lo porta su di volo: Eponina in capo di scala glielo strappa di mano e riscontrando foglio per foglio mormora:

— Giornali.... anco giornali.... maledetti quanti giornali vivono al mondo! (e per questa volta dalla maledizione non rimase escluso veruno, nemmeno la Novità del Sonzogno, che la Eponina come patriotta preferiva a qualunque altro giornale di mode parigino).... Lettere per papà.... una per te, mammà.... per me nulla, o Dio! Nulla per me.

E la povera giovane sarebbe stramazzata sul pavimento, dove pronta al soccorso non l'avesse accolta nelle sue braccia la madre: se non che di corto ripigliava animo come sicura di non potere essere dimenticata, nè s'ingannò, che scorso un quarto d'ora appena, la cameriera discreta accostandole le labbra all'orecchio ci susurrò:

— Gaspero l'aspetta di là, in sala, per consegnarle una lettera del padrone nelle sue proprie mani.

— Che novità son queste! Ditegli che venga qua.

— Gliel'ho già detto, e mi ha risposto avere ordine di parlare a lei sola.