Ma dunque cotesto vostro Omobono, che pure ci avete descritto giovane elegante, insomma era un ghiozzo da pigliarsi con le vangaiuole? No, signore, Omobono era innamorato; ed ella fu mai innamorato? Se sì, e non le incolse peggio, accenda i moccoli ai piedi del suo santo avvocato, perchè la sua consorte ebbe più virtù che ella giudizio; e però baci la mano alla sua signora, pigli una presa di tabacco e continui la lettura del Secolo che muore.

Ormai tutto è stato ammannito; il gruppo dei banchieri stranieri, capitanato da un caporale coi fiocchi, presentò le sue proposte; le condizioni furono discusse sottilmente, modificate e approvate, le garanzie richieste accertate con tanti biglietti di Banca Nazionale messi in deposito; il contratto, sottoscritto dal ministro e dagli imprenditori, ormai è diventato irretrattabile, salva sempre l'approvazione della Camera, la quale aveva da parecchi giorni a studio lo schema di legge; nè, per quanto si sapeva, negli uffici era sorta nuvola alcuna che turbasse il bel sereno dell'affare. Ogni ora più pigliava piede il prognostico che la legge sarebbe passata senza serio contrasto; intanto i mestatori parevano tanti barberi al canapo per acquistare e palleggiarsi le azioni; fra gli interessati era una irrequietudine, un'allegria da non potersi con parole convenienti descrivere.

La sera precedente al dì in cui si aveva a discutere la legge per la concessione della ferrovia in proposito, Egeo volle ad ogni patto che si facesse cena in casa di Elvira (veramente cotesta casa apparteneva a lui, e come padrone dì e notte ci albergava, quantunque tenesse aperta un'altra casuccia in via del Giardino; tuttavia volle una settimana fa che la Elvira la mettesse in testa sua, cosa che, senza pensare ad altro, la garga[8] di leggieri assentì), e dopo cena un ballonzolo così tra i banchieri interessati nella impresa ed i clienti più intimi. Gente tutta volgare: si scorgeva in essa, un miglio alla lontana, il filibustiere, il quale aveva mutato il mare per la terra; eccetto l'elemento in loro ogni altra cosa al suo posto come per lo innanzi. Eccetto la prima parte, tutto il rimanente dello epitaffio di Sardanapalo formava la pratica e la scienza della loro vita.[9] Bevevano come tedeschi, fumavano come camini e bestemmiavano come vetturali; taluno di loro aveva titolo di conte, tutti di cavalieri; e veramente meritavano esserlo, ma dell'ordine del Bagno[10].

Mangiarono e bebbero a ribocco, alternando arguzie fra loro, delle quali la più mite avrebbe meritato uno schiaffo a cui la profferiva; ma cotesta gente aveva sortito da natura pelle di rinoceronte, e invece che con ira venivano accolte con alte sghignazzate e suono di mani con elle: anzi in cotesta guisa fu aperto il cancello ad una giocondissima tenzone, dove se uno appiccicava sorbe, l'altro non mondava nespole: ogni scudo veniva giusto barattato per cento soldi: riferire tutti cotesti discorsi non parrebbe onesto, basti che il vituperio, arrandellato fuori di finestra il pudore e il tabarro e il cappello di lui, tornò a tavola, e quivi, tiratesi su le maniche della camicia, cominciò a vomitare le più sozze e ree cose che si sieno udite nel mondo.

— Domani, diceva Egeo ridendo, volto ad Elvira, tu cesserai un momento il sacerdozio di Venere per quello di Mercurio....

— Perchè? osservava un convitato; forse questi sacerdozi sono benefizi con la cura delle anime che non permettono il cumulo?

— Ma, entrava a dire un terzo, io porto opinione che la Elvira abbia in un medesimo punto ministrato alla diva e al nume; anzi, giurerei che taluno di noi potrebbe farne testimonianza come di fatto proprio.

— Insomma delle somme, urlava Elvira, dissimulando col riso il vituperio di cui l'abbeveravano, si potrebbe sapere perchè vorreste che io uficiassi domani in tempio diverso del consueto mio?

— Perchè Mercurio è il santo nostro e di parecchi ministeri, come sarebbe a dire di quello delle finanze, dell'altro di agricoltura e commercio, e in particolar modo di quello dei lavori pubblici, da cui dipendono le concessioni delle strade ferrate. Ora, nel modo che fra molti popoli marittimi costuma battezzare le navi, tu, Elvira, battezzerai con le tue immacolate mani la nuova ferrovia.

— Peccato che io non sono turco, chè adesso potrei farmi battezzare da codeste tue immacolate mani.... disse Egeo, ed alle sguaiatissime parole aggiunse atti anco più sguaiati.