Tale progresso hanno fatto nelle vie della perfezione le così dette gentildonne (che di rado troviamo essere donne gentili) da Parini a noi.

Capitolo XVI.
LA CONCESSIONE DELLA FERROVIA.

Ecco il giorno, ecco l'ora della discussione intorno alla legge della ferrovia. Alla Camera occorre ammannita ogni cosa; il presidente messo a sedere col campanello da un lato ed il cappello dall'altro, parafulmini entrambi delle procelle parlamentarie: ecco l'acqua e lo zucchero che si hanno a bere, ed ecco in pronto la eloquenza ch'egli ha da bere: al fianco del presidente il segretario legge, nel suono della pentola che leva il bollore, il processo verbale (una volta si chiamava relazione), il quale viene sempre approvato, per la buona ragione che di ordinario non ci è alcuno che lo possa disapprovare.

Vedi allestita la stanza dove i deputati vanno a rifare, bevendo, la voce affranta dalle lotte della tribuna, nella stessa guisa che i cerusichi tengono in pronto l'ambulanza per medicare i soldati delle ferite riportate in battaglia. Qui in bell'ordine disposti coltelli, sarracchi, tanaglie, maddaleoni e fasce; lì bocce, bicchieri, e bicchierini, e cantimplore, e arnesi altri siffatti.

Taluno afferma che i deputati che parlano meno sono quelli che bevono di più, ma non gli date retta; coteste lingue le sono come la campana del bargello, sonano sempre a vituperio.

E' vi ha bevande adattate a tutti i partiti; per la destra limonee, acetose ed altre simili acidità; pel centro sciroppo di tamarindi; qualcheduno propose aggiungervi acqua del Tettuccio, ma non attecchì; per la sinistra rhum puro e anisetta, onde mantenerci il fuoco sacro. Egli è negli angoli più remoti di questa stanza che tu miri passeggiare un uomo con la destra sotto il mento e la sinistra dietro la vita, verso il coccige dove alle bestie spunta la coda, con un foglio; è uno degli oratori, che deve correre il palio nell'aringo parlamentario, il quale, ripassa la diceria, che fra poco andrà a improvvisare;[11] e perchè la illusione diventi maggiore, la prelodata mala lingua assicura che fino dal giorno innanzi egli ha concertato con certi suoi amici compari le interruzioni, le quali devono parere nate lì per lì per provocare ex tempore i frizzi e i motti visti e rivisti e corretti dallo autore. Eh! via, smettetela, cerretani! Credete voi che Cicerone improvvisasse la orazione pro Archia poeta? O Demostene quella per la Corona? E Pitt, e Fox, e Sheridan, e Brougham, credete voi che improvvisassero i loro discorsi? Sapete voi chi improvvisa? Chi vagella.

Anche i bidelli secondo il grado hanno indossato le livree, e appeso al collo la catena; i deputati non ne hanno bisogno, perchè la più parte di loro venne al mondo sotto lo influsso della costellazione della livrea, e serva vestita nacque, e serva ignuda perirà. Quando conterete i miei anni, voi che leggete, andrete come me persuasi che nelle dimore degli uomini trovano alloggio tanto il genio della libertà, quanto quello del servaggio, — e ci ha perfino chi li piglia per fratelli. — E rispetto alla catena, io vi voglio dire che non vidi mai deputati destri scendere stretti insieme a combattere una legge ostile alla libertà, senza che mi ricorresse alla mente Giovanni di Lussemburgo re di Boemia, che, comunque cieco, volendo pure pigliar parte alla battaglia di Crécy, s'incatenò con altri cavalieri, e a questo modo combattendo incontrarono tutti miserabile morte. Dove non basterebbero Titani co' cantoni di granito credete potercela voi Enceladi di carta pesta, lanciando fagiuoli con l'occhio?

Si alza il ministro, che a quei giorni fu un coso nè brutto nè bello, co' capelli in parte bianchi ed in parte neri; sentiva altresì del guercio, imperciocchè con un occhio guardasse a oriente donde nasce il sole, e coll'altro ad occidente dove il sole tramonta; non buono, non tristo, ma alla occasione più tristo che buono; nei discorsi suoi limpido come l'acqua piovana, e come lei insipido: insomma un vero ministro costituzionale, creato da madre natura subito dopo il diluvio, e poi messo lì a stagionare: costui pertanto prese a snocciolare adagio adagio uno dopo l'altro tutti gli argomenti in pro della legge nell'ordine col quale glieli avevano imbeccati i segretari; e conchiuse col dire, ch'egli però non intendeva del rigetto di cotesta legge fare quistione di Stato: anzi se qualcheduno avesse a proporre meglio, non si peritasse; approvata o respinta cotesta legge, egli rimarrebbe.

Udendo Elvira (fino dalle prime ore del giorno convenuta insieme alla turba degl'interessati nelle tribune della Camera) coteste strane parole, non potè frenarsi da esclamare: