— La reverenza che io le devo grandissima non mi concede, signor presidente, di venire in disputa con lei. Per natura e per istudio io professo diverse dottrine: i miei convincimenti mi portano a secondare le aspirazioni della gioventù italiana, le quali, se ci sconfortano talora con qualche disinganno, ci consolarono sempre per la loro magnanimità....

Coteste parole fecero nel presidente l'effetto di una bottiglia di birra stappata sotto le froge del barbero; diede un balzo e proruppe:

Vanitas vanitatum et omnia vanitas, praeter francesconem[23] m'insegnò un dì certo dotto e sentito magistrato toscano. Che significano esse le aspirazioni della gioventù? Le aspirazioni dell'uomo giovane e dell'uomo vecchio tendono sempre al medesimo scopo, e in ogni tempo e in qualunque paese. E voi per lo appunto avete ribadito e andate tutto giorno ribadendo con i vostri arzigogoli il chiodo fitto da madre natura nei nostri cuori; valga il vero: voi vi affaticate a demolire Dio, e volete l'anima morta col corpo: bene sta, ma chi ha fede nella vita futura potrà (non potendone fare a meno) accomodarsi alle miserie della vita presente; ma se al cessare del fiato si spengono i moccoli, voi mi costringete a crescere da questa parte quanto mi fate perdere dall'altra, a riportare nella casa di qua le suppellettili che aveva mandato ad arredare la casa di là. Vero è che per sollievo mi lasciate la fama; ma fatto ch'io sia tutto terra, a che mi approda la fama? Per significare cosa inane sogliamo dire: gli fa come l'incenso ai morti; ora la fama è meno dello incenso, perchè la è vento senza odore; e ora soffia di qua, ed ora di là, conforme le frulla.[24] Le aspirazioni delle creature viventi consistono nel condurre la vita con meno dolori e con più gioie che sarà possibile: varie le vie che mettono a questa patria comune, chi piglia la più breve, chi la più lunga, chi va per la strada maestra, chi per tragetti; la differenza sta nel metodo: se ci fosse dato potere giudicare per l'affetto, non per l'effetto, tale leviamo a cielo che condanneremmo a dieci anni di galera, e viceversa. Siamo alle solite: fine della vita è godere; la cottura e la salsa non fanno vivanda, sono arti del cuoco. Belle, in fede di Dio, le aspirazioni magnanime della gioventù italiana! Ogni dì vediamo qualche repubblicone dei vostri dare il tuffo nella monarchia, a mo' dei gabbiani nel mare per buscarvi una sardina; almeno i gabbiani, agguantato il pesce, ripigliano il volo in su, mentre i vostri repubblicani nel dare il tuffo perdono l'ale. Che montano tante smorfie? Fate addirittura come noi, non fosse altro avrete il merito della sincerità. Io, professandomi servitore umilissimo della monarchia sabauda dall'a fino alla zeta, mi scappuccio a tutto l'alfabeto monarchico costituzionale, quantunque in una cosa mi muova la stizza, e mi basterebbe il cuore per dirgliela in faccia; ella ficcando sempre gli occhi nel buio della parte sinistra arriva a scoprire qualche bagliore, che crede torcia, ed è un lume a mano; allora mette in opera ogni suo studio per farlo suo, ma nel moverlo le si spegne, ed ella s'impuzza di moccolaia.....

Fabrizio, sentendosi vicino a dare nei lumi, giudicò opportuno levarsi, e tolto con viso acerbo commiato uscì dalla stanza; allora il presidente si percosse della palma la fronte, e non disse, ma pensò come Tiberio quando sentì che Camuleio si era sottratto con la morte spontanea alla condanna: Ah! me evasit, mi è scappato! Se non che Bianca, sentendosi la principale interessata, affinchè ciò non succedesse, gli corse dietro per rammendare, se l'era possibile, lo strappo; Fabrizio tutto sconvolto non pose mente a cui lo seguitava rischiarandogli il cammino; giunto all'uscio di casa lo aperse, e giù difilato a furia per le scale; ma sul punto di tirare su il saliscendi della porta di strada, ecco una voce soave e piena di amore domandargli:

— E ti basta il cuore di lasciarmi così? E che cosa ti ho fatto, Fabrizio?

Come vedete, l'amore aveva progredito con passi lunghi, si sarebbe detto che fosse montato su i trampoli. Fabrizio, nel volgere il capo, vide cascare dagli occhi della Bianca due lacrime, che l'Amore si saria affrettato a suggere con un bacio, per donarle a Venere madre, ond'ella ne arricchisse lo scrigno delle sue gioie più care. Ed ora, che importa che io vi riferisca quali fossero le parole che i due amanti scorrucciati ricambiaronsi sopra la soglia di casa? Voi lo sapete, come entra Amore di mezzo, i negoziati non menano a lungo; basta per ultimatum un sorriso; per ultimatissimum un bacio.

Quando Bianca tornò in camera al padre si pose a piè del letto levando il dito, quasi per ammonirlo, ma l'altro non la lasciò nè manco cominciare:

— Sta' zitta, egli disse, io non so più mezze le messe; e sì che mi era accaduto più volte, che per cuocere troppo presto la torta i' l'ho bruciata. Ho fatto come i bimbi quando tirano su un castello di carte, i quali nel metterci a vanvera il tetto rovinano ogni cosa.... ma veniamo al grano.... ritorna?

— Se ne discorre nè meno! rispose la fanciulla con tale un gesto di superba sicurezza, che non gli legherebbe le scarpe quello di Napoleone, quando, buttato all'aria il cannocchiale, esclamava: — La vittoria è mia!

— Va', tu meriti una statua equestre, — ed aggruppate le dita il presidente colse sopra le proprie labbra un bacio e glie lo gittò.