— Ferdinando Ducastel.

Giustino pensò un poco per raccogliere le sue rimembranze di Parigi.

— Ferdinando Ducastel! Vi confesso, signore, che è questa la prima volta che odo un simil nome.

— Che è non pertanto quello di un amico sincero e leale che ha avuto l’onore di stringere più d’una volta la valorosa mano del Colonnello Victor, vostro padre.

— Un tal titolo mi basta, rispose alquanto commosso l’uffiziale, perchè io ascriva a mia somma ventura il profferirvi i miei servigi e la mia cordiale amicizia.

Ferdinando Ducastel si sedè a fianco di Giustino, il quale comandò che si recassero in sul desco pasticcetti e sciampagna.

La conversazione ebbe il linguaggio della confidenza e della intrinsechezza, siccome suole subitamente intervenire tra due giovani, e massimamente tra due giovani francesi. In pochi minuti que’ due si conoscevano come da lunghi anni: lo sciampagna aveva in gran parte operato un tale prodigio. I due giovani si abbandonarono a’ moti della più affettuosa amicizia; tranne che Ferdinando Ducastel lasciava parlar Giustino, tenendosi quasi sempre nella sua parte d’interrogatore, e inaffiando le sue interrogazioni con vigorose libagioni.

Gli occhi di Ferdinando Ducastel sfolgorarono di gioia e di meraviglia, quando Giustino gli disse che ardeva d’andare a Parigi, dov’era atteso dalla sua fidanzata, Isalina d’Orbeil; ma questo lampo di sorpresa e di gioia non colpì Giustino il quale prendea sommo diletto a raccontare i suoi avventuratissimi amori e la prossima felicità, che lo aspettava a Parigi.

Ducastel, per corrispondere con confidenze a confidenze, rivelò all’amico che anch’egli avea premura grandissima di trovarsi a Parigi, perocchè gli premea di arrivare in quella capitale qualche tempo prima della pubblica Esposizione di belle arti, alla quale avea destinato un suo lavoro di molti anni. Giustino si offrì di farlo imbarcar con lui, la dimane, sulla Didone, e di far così assieme il viaggio da Marsiglia a Parigi, e Ducastel, in segno di gratitudine e di amicizia, si offrì di fare il ritratto di lui e d’Isalina d’Orbeil. Victor era inebbriato di contento; e questa volta benediceva il Comandante per l’indugio arrecato alla partenza, senza il quale ei non avrebbe potuto stringere amicizia col caro artista.

Dopo due o tre ore di schietta e fraterna conversazione, i due novelli amici, augurandosi la buona notte e dandosi convegno a bordo per la dimane, si partiano scambiandosi un bacio affettuoso.