Ma un arcano sorriso vagava sulle labbra dell’artista, mentre cogli occhi seguitava l’amico Victor, che rapidamente prendea la via del porto per recarsi in sulla nave in cui pernottava.

Ritorniamo al presente nel parco d’Orbeil, dove abbiam lasciato Giustino nelle braccia di Augusto e della costui sorella.

Augusto, il meno agitato dei tre, ruppe il silenzio.

— È necessario, egli disse, procurare a nostro padre una dolce sorpresa. Ben io diceva, sorella, che il ritorno del nostro caro Giustino non poteva esser lontano... Il Visconte lo sapea. Non pertanto, ora trarremo al salotto dov’egli si trova in compagnia del maire; diremo che un signore, a noi sconosciuto, ha qualche cosa di urgente a dirgli.

— Da bravo! esclamò Giustino; oh, quanto mi sarà caro il baciar la mano del Visconte di Orbeil che è stato per me un secondo affettuosissimo padre... E la Viscontessa come sta?

— Molto meglio di quel che stava a Parigi, rispose Augusto l’aria di Auteuil giova assai alla sua salute... E tu, Giustino, sei sempre quel fiore di bellezza e di sanità invidiabile!... Guarda, sorella, non diresti che venga da una festa da ballo anzichè dalla presa del Castello di Morea? Ma, dinne un poco, e quella cara Grecia che fa? Mi avete ben bene lavata la testa a quegli arrabbiati Musulmani? Quant’altra soldatesca è rimasta a Patrasso e a Navarrino? Come sono guardati i castelli di Corone e di Modone?

— Lasciagli il tempo di riposarsi un poco, interruppe Isalina; non vedi che Giustino è stanco e trafelato?

— Hai ragione, sorella, andiamo su nel salotto... Ma, oh Dio noi abbiamo dimenticato il tuo compagno di viaggio? L’amore e l’amicizia ci hanno renduto scortesi.

— È vero perbacco! esclamò Giustino, ho dimenticato di presentarvi il mio amico Ferdinando Ducastel, giovine artista di sommo valore, amico intrinseco di mio padre; che ho avuto il piacere di conoscere a Tolone, e che ritorna a Parigi per la grande Esposizione... Egli è stato molti anni in Italia a studiare su i capolavori dell’arte. Ci siamo imbarcati assieme sulla Didone; l’ho presentato al mio comandante: vi dirò più tardi lo scopo della sua venuta a Auteuil, in questo castello.

L’artista fece un grande inchino col capo e si avvicinò alquanto a que’ tre personaggi.