— Ducastel! esclamò Augusto, Ducastel è un nome ignoto. È di Parigi il signore?
— Sono nato a una lega e mezzo da Parigi, rispose l’artista.
— Qual è il vostro genere?
— La figura.
— Sono contento di fare la vostra conoscenza, signore, soggiunse freddamente Augusto; e da quanto mi dice il mio amico Victor, debbo estimarmi avventurato di scrivermi d’ora innanzi nel novero de’ vostri ammiratori.
L’artista tornò a inchinarsi.
— Cerimonia da banda, disse Giustino, andiamo al castello; mi sa mille anni di riabbracciare il Visconte; avremo colà il tempo di ciarlare a nostro bell’agio.
Tutti e quattro mossero alla volta del castello d’Orbeil.
In ridentissima posizione è situato questo vecchio casino, al quale per magnificenza di stile si dava il nome di castello, e di cui la costruzione risale a’ tempi di Giovanni II, vale a dire, alla metà del decimoquarto secolo. Uscendo da una gioconda valle, si vede elevarsi un gruppo di collinette rivestite di gaia verdura. Di rincontro a questo gruppetto di poggiuoli, e nel seno di vasta pianura, sorge l’edificio di cui la parte posteriore inabitabile era in quel tempo pressochè tutta cadente screpolata e ripiena di bozze; però le muraglie facean corpo, e parea che ad ogni momento volessero fendersi e ruinare. Ma la parte che riguardava le collinette, e che era quella appunto la quale formava l’abitazione della famiglia d’Orbeil, è solidissima la faccia principale, rivestita da lunghi filari di terrazzini e di finestre in forma ovale, è allietata da bella prospettiva di lontane campagne, di paesaggi sfumati appena nell’aere sereno di vasto orizzonte, di casini, di opifici e di pianure sulla cui estensione l’occhio smarriscesi.
L’interno del vecchio castello è di uno stile più severo, perciocchè un gran numero di lunghi stanzoni s’infilzano l’uno appresso dell’altro a guisa d’una vasta corsia. Nel mezzo di questa fuga di stanze, dipinte a colori austeri e zeppe di quadri antichi, è la gran sala che fu visitata da Francesco I, da Errico III, da Luigi il Giusto e da moltissimi personaggi illustri per armi e per scienze, tra i quali anche Elvezio, che ebbe tomba nella chiesa d’Auteuil.