È incredibile come questa serpe sapesse imitare la colomba, e come il suo linguaggio si vestisse di tutt’i tuoni dello schietto entusiasmo figlio della più cordiale amicizia. Non trascuriam poi di dire che era, d’altra parte, convintissimo dell’alto valore e de’ meriti singolari del quadro di Ugo.
— Basta, basta, mormorava con voce appena sensibile il tradito italiano, basta... non più... la gioia mi soffoca... Iddio mi ha fatto la grazia di farmi terminare il mio lavoro... Oh se io potessi rivedere per l’ultima volta...
— Chi mai? dimandò il Francese raggrottando le ciglia.
— Quella giovinetta che prega... Tra poco forse pregherà per me! Ed io l’ho abbandonata, posta in obblio!... Oh se io potessi rivederla un solo istante, io morrei, contento!
Federico non poteva comprendere il senso arcano di queste parole, e le reputò dettate da un cominciamento di delirio.
— Sì, Ugo, diletto amico, quella donna pregherà... pregherà sempre..... pregherà per farti ottenere quella gloria nel cielo che già ti sei conquistata in sulla terra; e con quella pregheranno tutti gli uomini che leggeranno le pagine crudeli della tua biografia... Oh, quando l’Italia e il mondo sapranno che un genio moriva nella più squallida miseria: che un Francese gli mitigava il più scellerato abbandono; quando si saprà che in una strada solitaria di Pisa, in una casa maledetta, l’autore della Preghiera esalava gli aneliti estremi, senza che un sol Pisano fosse venuto a confortare gli ultimi momenti, il mondo ripeterà con Dante Allighieri:
Ahi, Pisa vituperio delle genti...
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Non dovei tu i figliuoli porre a tal croce.
— No Ferdinando... Iddio benedica il mio paese, com’io lo benedico, interruppe il moribondo. Non più, non più parole di vendette e di odio... Un figliuolo non dee giammai svillaneggiare la madre sua, e, quali che sieno i torti di questa non debbe giammai nel petto di quello venir manco l’amore e la gratitudine. Maledetto è da Dio chi svilisce e maledice la terra nativa. Sono cinque secoli che Pisa piange per l’amaro verso del fiorentino Allighieri.. Il Redentor degli uomini comanda il perdono: bellissima e santa legge che allarga il cuore e lo fa degno di ricevere il divino perdono... Si, mio Dio, Dio d’infinita misericordia, perdona le follie cui mi sono abbandonato e che mi hanno accelerata la morte... Perdonami siccome io perdono col cuore a tutti quelli che hanno fatto del male, e specialmente al francese... Giacomo Paillard.